K2-315b, la Terra Pigreco

Concetto artistico della Terra Pigreco (Immagine cortesia NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle, Christine Daniloff, MIT)
Concetto artistico della Terra Pigreco (Immagine cortesia NASA Ames/JPL-Caltech/T. Pyle, Christine Daniloff, MIT)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta uno studio sull’esopianeta K2-315b, soprannominato Terra Pigreco (Pi Earth) perché il suo anno dura 3,14 giorni terrestri, un’approssimazione del valore di pi greco. Un team di ricercatori del progetto SPECULOOS (Search for habitable Planets EClipsing ULtra-cOOl Stars), una rete di telescopi al suolo, li ha usati per confermare l’esistenza del pianeta verificando dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Terra Pigreco è molto vicina alla sua stella perciò la temperatura sulla sua superficie è molto elevata anche se la stella è molto piccola e relativamente fredda. Eventuali forme di vita dovrebbero essere analoghe agli estremofili terrestri. Può essere privo di vita ma è un candidato interessante per lo studio della sua atmosfera.

La missione del telescopio spaziale Kepler è terminata nell’ottobre 2018 lasciando un’enorme quantità di dati relativi a osservazioni di stelle con possibili transiti di esopianeti davanti ad esse. Osservazioni mirate compiute con altri telescopi verificano se quei segnali sono stati effettivamente lasciati da esopianeti. Nel caso specifico, la stella è una nana ultra-fredda, una stella minuscola con una massa che è circa il 17% di quella del Sole, catalogata come EPIC 249631677 o come K2-315 nella missione K2 di Kepler dopo l’identificazione di un sistema planetario. Un candidato esopianeta è stato identificato in segnale che indicano la riduzione della luminosità della stella con una ripetizione ogni 3,14 giorni.

Prajwal Niraula del MIT, primo autore della ricerca, e i suoi colleghi sono membri del team del progetto SPECULOOS, che ha lo scopo di cercare pianeti abitabili che orbitano stelle nane ultra-fredde, le stelle più piccole dell’universo e molto numerose. Si tratta di un tipo di stella che in passato era stato trascurato ma la scoperta di 7 pianeti rocciosi attorno a una di esse, TRAPPIST-1, ha notevolmente aumentato l’interesse nei loro confronti. SPECULOOS è composto da due osservatori, SPECULOOS Southern Observatory (SSO) in Cile e SPECULOOS Northern Observatory (SNO) a Tenerife, formati da diversi telescopi.

I ricercatori hanno verificato i segnali rilevati dal telescopio spaziale Kepler, hanno eliminato possibili spiegazioni alternative alla presenza di un pianeta, e hanno osservato la stella con i telescopi della rete SPECULOOS. Il risultato è stato positivo, con due rilevazioni dell’esopianeta con i telescopi dell’osservatorio in Cile e uno con Artemis, l’ultimo telescopio aggiunto all’osservatorio a Tenerife.

L’esopianeta identificato, catalogato come K2-315b, è leggermente più piccolo della Terra, perciò è stato soprannominato Terra Pigreco per l’anno di 3,14 giorni terrestri, un valore che approssima quello di pi greco. Se fosse stato verificato un po’ prima, sarebbe stato il 314° sistema planetario scoperto nella missione K2 e non il 315° e avrebbe avuto un altro numero legato al pi greco!

L’esopianeta K2-315b è molto vicino alla sua stella perciò, anche se essa è relativamente fredda, le emissioni sono sufficienti ad avere una temperatura sulla sua superficie stimata attorno ai 180° Celsius. Certo, molto dipende dalla presenza di un’atmosfera e, se c’è, di eventuali nuvole che fanno da schermo alla luce stellare. Sempre a causa della vicinanza, il pianeta è in rotazione sincrona con la stella, cioè le mostra sempre la stessa faccia come la Luna fa con la Terra. Ciò significa che c’è un lato diurno presumibilmente infuocato, un lato notturno che potrebbe essere gelido e un’area di confine. Anche in questo caso, molto dipende dalla presenza di un’atmosfera e da quanto essa trasporti il calore da un’area all’altra del pianeta.

Le stelle nane ultra-fredde, con la loro limitata luminosità, offrono un vantaggio nello studio dell’atmosfera dei loro pianeti perché le emissioni elettromagnetiche che attraversano l’atmosfera non vengono sovrastate dai bagliori che hanno stelle più massicce e più attive anche quando non ci sono brillamenti. Ciò significa che l’esopianeta K2-315b è un candidato interessante per quel tipo di ricerca mirata, anche perché a 185 anni luce dalla Terra circa è praticamente nel vicinato cosmico.

Solo avendo risposte riguardo alla possibile atmosfera dell’esopianeta K2-315b gli scienziati potranno fare qualche ipotesi sul suo potenziale di abitabilità. Le temperature sul lato diurno potrebbero offrire condizioni che permettono solo l’esistenza di forme di vita analoghe agli estremofili terrestri che vivono in luoghi come le sorgenti bollenti e pure acide nel parco di Yellowstone e in altri luoghi proibitivi per quasi tutte le altre forme di vita. Sull’area di confine e sul lato notturno ci possono essere condizioni più favorevoli. Insomma, si tratta di un esopianeta interessante che conferma che vale la pena di osservare le minuscole stelle nane ultra-fredde.

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