
Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta una nuova analisi di osservazioni condotte nel 2009 della magnetar catalogata come 1E1547.0-5408. Un team di ricercatori guidato da GianLuca Israel dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Roma ha usato dati raccolti dal radiotelescopio Parkes e dagli osservatori spaziali per i raggi X Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA per cercare le emissioni di 1E1547.0-5408. Il risultato è stato la scoperta di forti emissioni ravvicinate di raggi X e onde radio che confermano un legame tra magnetar e lampi radio veloci, al centro di recenti ricerche.
Le prove di un legame tra magnetar, stelle di neutroni con un potentissimo campo magnetico, e i lampi radio veloci sono state riportate in quattro articoli pubblicati nel novembre 2020 sulla rivista “Nature” che riguardano il caso della magnetar catalogata come SGR 1935+2154. Queste prove rappresentano un tassello importante in un puzzle cosmico che negli ultimi anni è stato al centro di varie discussioni per cercare di capire l’origine di quei lampi. Tuttavia, nel 2009 pochi lampi radio veloci erano stati rilevati ed erano tipicamente considerati interferenze generate da fonti terrestri. Solo la maggiore attenzione prestata negli ultimi anni ha permesso di accertare la loro origine astronomica e tra le conseguenze c’è anche un esame con occhi diversi di dati raccolti nel passato.
La magnetar 1E1547.0-5408 era già conosciuta da qualche anno per le emissioni di onde radio in impulsi con un periodo di 2 secondi. Nel 2009 vi fu un periodo di particolare intensità con emissioni esplosive osservate in una campagna multibanda che permise di registrare molti dati dalle onde radio ai raggi gamma. 1E1547.0-5408 è stata osservata anche successivamente e l’immagine (Cortesia ASM/RXTE team. Tutti i diritti riservati) ne mostra alcune emissioni.
Riesaminando quei dati alla luce delle conoscenze accumulate negli ultimi anni sui lampi radio veloci, il team di GianLuca Israel ha notato due impulsi radio molto intensi nelle osservazioni del radiotelescopio Parkes. Il primo impulso seguiva di solo 1 secondo un lampo di raggi X osservato dall’osservatorio XMM-Newton e anche da altri due telescopi spaziali della NASA: Swift e Konus-Wind.
In realtà, l’impulso radio più potente rilevato durante quella campagna di osservazioni è molto più debole rispetto di quello emesso da SGR 1935+2154, la magnetar al centro dello studio pubblicato su “Nature”. Anche questa magnetar ha emesso impulsi radio molto più deboli del lampo che ha offerto le prove del legame tra i due. In questo caso, gli impulsi radio sono arrivati qualche millissecondo prima dei lampi di raggi X. La differenza rispetto alle emissioni di 1E1547.0-5408 potrebbe essere significativa ma GianLuca Israel ha affermato che studi comparativi potranno essere fatti solo con un campione più ampio di eventi simili.
È stato importante rilevare queste emissioni radio e di raggi X da magnetar nella Via Lattea perché ciò ha reso più facile raccogliere dati in diverse bande elettromagnetiche rispetto ai lampi radio veloci provenienti da altre galassie. La magnetar 1E1547.0-5408 è a circa 14.670 anni luce dalla Terra perciò rappresenta un eccellente obiettivo per le osservazioni. Quelle condotte nel 2009 hanno riservato qualche sorpresa a oltre un decennio di distanza rafforzando l’idea che almeno una parte dei lampi radio veloci sia prodotta da magnetar. Tuttavia, mostra anche una continuità tra l’intensità di quei fenomeni e impulsi radio meno potenti che a volte potrebbero essere molto più vicini a quelli tipici emessi dalle pulsar, un altro tipo di stelle di neutroni.
La ricerca sui meccanismi che determinano i diversi comportamenti dei due tipi di stelle di neutroni potrebbe incrociarsi con quella sui lampi radio veloci. Altre ricerche sui lampi radio veloci e sulle stelle di neutroni sono in corso. Gli strumenti di ultima generazione offrono nuovi dati e, assieme al riesame di vecchie osservazioni, certamente forniranno altre informazioni su questi oggetti estremi.
