Misurata per la prima volta la velocità dei fortissimi venti nella stratosfera di Giove

Giove e una rappresentazione dei venti nella regione del polo sud
Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la prima misurazione diretta della velocità di venti nella regione centrale dell’atmosfera del pianeta Giove. Un team di ricercatori guidato da Thibault Cavalié del Laboratoire d’Astrophysique de Bordeaux, in Francia, ha trovato il modo di misurare la velocità di venti nella stratosfera nell’area colpita dalla cometa Shoemaker–Levy 9 nel luglio 1994. Ad anni di distanza, molecole di acido cianidrico immesse nell’atmosfera gioviana continuano a viaggiare assieme ai venti e tali spostamenti sono rilevabili nelle emissioni captate dal radiotelescopio ALMA. Il risultato è che tali venti raggiungono i 1450 km/h vicino ai poli di Giove.

Gli astronomi sono in grado di seguire il movimento dei venti nella bassa atmosfera di Giove grazie alle bande rosse e bianche presenti sulla sua superficie. Le aurore polari sono invece associate ai forti venti nella parte superiore dell’atmosfera. In mezzo c’è la stratosfera ma finora non c’era alcun modo di misurare la velocità dei venti perché è priva di nuvole.

Nel 1994, la cometa Shoemaker-Levy 9 si schiantò su Giove in un evento astronomico tra i più seguiti del secolo e l’impatto ha sparso molecole normalmente non presenti su Giove come l’acido cianidrico nella sua atmosfera. Ecco le nuvole tanto cercate con una firma spettroscopica rilevabile nelle emissioni che raggiungono la Terra.

Il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), inaugurato nel marzo 2013, ha permesso di tracciare gli spostamenti dell’acido cianidrico nelle varie direzioni. Anche gli spostamenti in verticale sono stati rilevati grazie all’effetto Doppler che ha alterato in modo leggero ma misurabile le lunghezze d’onda.

Le misurazioni hanno richiesto meno di 30 minuti di tempo di utilizzo del radiotelescopio ALMA, confermandone le straordinarie caratteristiche. I calcoli basati sulle osservazoni condotte indicano che i venti nelle regioni polari possono raggiungere i 1450 km/h. I ricercatori hanno potuto anche confermare l’esistenza di forti venti atmosferici attorno all’equatore di Giove con velocità medie attorno ai 600 km/h.

L’immagine in alto (ESO/L. Calçada & NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS) mostra Giove e una rappresentazione artistica dei venti nella regione del polo sud.

Thomas Greathouse del Southwest Research Institute, uno degli autori di questo studio, ha spiegato che i risultati ottenuti grazie al radiotelescopio ALMA aprono una nuova finestra per lo studio delle regioni aurorali di Giove che era davvero inaspettata solo pochi mesi fa. Ha aggiunto che essi pongono le basi per misurazioni simili ma più estese che verranno effettuate nella missione JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) dell’ESA con lo strumento Submillimetre Wave Instrument della sonda spaziale.

L’Extremely Large Telescope (ELT) è un altro telescopio che verrà usato per studiare Giove quando entrerà in servizio, fra qualche anno. Nuove possibilità continuano ad aggiungersi nello studio dei fenomeni estremi e impossibili sulla Terra che sono invece normali su Giove.

La cometa Shoemaker-Levy 9 colpisce Giove (Immagine ESO)
La cometa Shoemaker-Levy 9 colpisce Giove (Immagine ESO)

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