Studi del lampo radio veloce FRB 20180916B offrono nuove informazioni su questi fenomeni

Concetto artistico del radiotelescopio LOFAR e del lampo radio veloce FRB 20180916B (Immagine cortesia D. Futselaar / S.P. Tendulkar / ASTRON)
Concetto artistico del radiotelescopio LOFAR e del lampo radio veloce FRB 20180916B (Immagine cortesia D. Futselaar / S.P. Tendulkar / ASTRON)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” e uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy”, riportano vari aspetti di una ricerca sul lampo radio veloce FRB 20180916B, le cui emissioni includono le frequenze più basse a cui un evento del genere sia stato rilevato finora. Due team di ricercatori con vari membri in comune hanno usato rilevazioni ottenute con il radiotelescopio LOFAR e con la rete VLBI europea per studiare questo lampo radio veloce che è di tipo ripetuto con una periodicità di poco più di 16 giorni. La sua origine è stata individuata in una piccola regione attorno a una stella di neutroni.

Il lampo radio veloce FRB 20180916B, sigla completa FRB 180916.J0158+65, è stato rilevato per la prima volta nel 2018 dal radiotelescopio CHIME (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment). Queste potentissimi emissioni possono essere eventi singoli oppure ripetuti e in questo caso si tratta di un evento ripetuto, il che aiuta il suo studio. La rete VLBI (Very Long Baseline Interferometry) europea, che utilizza diversi radiotelescopi come se fossero un unico gigantesco strumento, ha contribuito al suo studio.

Un team di ricercatori guidato dall’astronomo Ziggy Pleunis della McGill University ha studiato il lampo radio veloce FRB 20180916B utilizzando il radiotelescopio LOFAR (LOw Frequency ARray) per esaminare 18 ripetizioni di quest’evento. Una sorpresa è arrivata dal fatto che alcuni eventi avevano emissioni che scendevano fino a frequenze di 110 MHz mentre finora i lampi radio veloci erano stati rilevati fino a 300 MHz. 110 MHz è il limite minimo delle rilevazioni compiute con LOFAR perciò le emissioni arrivano probabilmente anche a frequenze perfino inferiori.

Un’altra scoperta interessante legata alle emissioni del lampo radio veloce FRB 20180916B è nelle loro caratteristiche. La periodicità è di poco più di 16 giorni con 4 giorni di emissioni e 12 giorni di quiete. C’è un ritardo di circa tre giorni tra le frequenze più elevate rilevate da CHIME e quelle più basse rilevate da LOFAR. Ciò può dipendere dalle caratteristiche della fonte di quelle emissioni.

Un team di ricercatori guidato da Kenzie Nimmo di ASTRON e dell’Università di Amsterdam ha usato le rilevazioni ottenute dalla rete VLBI europea per cercare di ottenere i dettagli dell’evento. Ciò ha permesso di individuarne la sorgente in un sistema a circa 500 milioni di anni luce dalla Terra. Probabilmente, il sistema di origine è composto da una stella di neutroni che potrebbe orbitare attorno a una stella massiccia.

Studi recenti hanno indicato legami tra i lampi radio veloci e magnetar, un tipo di stelle di neutroni. In questo caso, i ricercatori suggeriscono processi in atto nella magnetosfera di una stella di neutroni. Ogni studio offre nuove informazioni su questi fenomeni e il lampo radio veloce FRB 20180916B può essere importante grazie alle sue ripetizioni per indagare a fondo.

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