
Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta uno studio sul nucleo del pianeta Saturno. Gli astronomi Christopher Mankovich e Jim Fuller del Caltech hanno analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini sulle oscillazioni degli anelli di Saturno causate dall’attività sismica interna per analizzare indirettamente le caratteristiche dell’interno del pianeta. La conclusione è che il nucleo non è roccioso bensì un miscuglio che è stato paragonato a una minestra o a una fanghiglia composta da ghiaccio, roccia e fluidi metallici che occupa un volume per circa il 60% del diametro di Saturno, ben più di quanto fosse stato stimato in precedenza.
La missione della sonda spaziale Cassini è terminata il 15 settembre 2017 ma l’enorme mole di dati raccolti in anni di lavoro rimane disponibile e verrà utilizzata per ricerche di vario tipo per chissà quanti anni ancora. L’idea di utilizzare gli anelli di Saturno come una sorta di sismografo cosmico per studiare l’interno del pianeta è tutt’altro che nuova dato che venne riportata per la prima volta negli anni ’90 per essere poi applicata anni dopo proprio grazie ai dati raccolti da Cassini.
Il dottor Christopher Mankovich ha spiegato che Saturno ha un’attività sismica continua ma sottile. La superficie del pianeta si muove di circa un metro ogni una o due ore e gli anelli oscillano a causa delle minuscole variazioni gravitazionali che vengono generate da quell’attività.
L’analisi dei dati raccolti offre alcune informazioni sul nucleo di Saturno. Ci sono discussioni sulla natura dei nuclei dei pianeti giganti gassosi e secondo alcune teorie si tratta di nuclei rocciosi. Tuttavia, questo studio ha portato Christopher Mankovich e Jim Fuller a concludere che il nucleo di Saturno è più complesso. Ciò perché scendendo in profondità, gas di idrogeno ed elio si mescolano gradualmente con una quantità crescente di ghiaccio e roccia andando verso il centro del pianeta.
Le frequenze delle oscillazioni degli anelli permettono di dedurre la formazione degli strati del pianeta. L’analisi dei dati indica che l’interno dev’essere stabile e il nucleo è costituito da una massa circa 55 volte quella della Terra composta da ghiaccio e roccia per circa 17 masse terrestri e il resto da un fluido di idrogeno ed elio che a quelle condizioni si comportano come metalli. Ciò significa che il nucleo occupa un volume per circa il 60% del diametro di Saturno.
Non c’è un preciso confine tra quella che è stata paragonata a una minestra o a una fanghiglia di materiali del nucleo e il resto del pianeta. Per questo motivo il nucleo è stato definito in gergo “fuzzy”, che può essere tradotto come sfumato. Recenti ricerche indicano che anche Giove potrebbe avere un nucleo di quel tipo perciò questa ricerca contribuisce a capire meglio la struttura dei pianeti giganti gassosi.
Questi recenti risultati riguardanti i nuclei dei giganti gassosi hanno anche implicazioni riguardanti la loro formazione. Nel modello attuale la formazione parte da un nucleo roccioso che attrae grandi quantità di gas ma se i nuclei di questi pianeti sono “sfumati” è possibile che il gas venga incorporato al loro interno nelle prime fasi della formazione. Insomma, si tratta di scoperte che andranno ulteriormente analizzate e altri studi verranno condotti per capire meglio come si formano i giganti gassosi.
