È un successo il lancio della navicella spaziale DART della NASA per deviare un asteroide

La navicella spaziale DART decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA)
La navicella spaziale DART decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA)

Poche ore fa la missione DART della NASA è stata lanciata su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Vandenberg. Dopo circa 56 minuti la sonda spaziale si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta per raggiungere l’asteroide binario Didymos per tentare di modificare l’orbita del suo satellite Dimorphos. L’impatto dovrebbe avvenire nel settembre 2022 ed essere monitorato dalla Terra e dal nanosatellite LICIACube dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) lanciato assieme alla sonda spaziale.

La progressiva scoperta di asteroidi la cui orbita incrocia quella della Terra ha portato alla consapevolezza dei pericoli di un impatto. Le probabilità sono molto basse ma è sufficiente un singolo asteroide abbastanza massiccio per causare devastazioni globali che possono arrivare a un’estinzione di massa come quella che eliminò i dinosauri.

L’uso di bombe atomiche per distruggere gli asteroidi pericolosi o almeno deviarne la traiettoria va bene per il cinema ma gli studi hanno offerto molti dubbi sulla loro reale efficacia. In sostanza, la Terra è indifesa e per questo motivo negli ultimi anni sono cominciati studi seri per sviluppare una strategia. La NASA ha sviluppato la missione DART (Double Asteroid Redirection Test), basata sulla possibilità di deviare la traiettoria di un asteroide in seguito all’impatto di una navicella spaziale con una massa di circa 500 kg.

Per il test è stato scelto un asteroide binario, 65803 Didymos, formato da un oggetto principale lungo circa 780 metri che ha un piccolo satellite catalogato come 65803 Dimorphos, lungo circa 160 metri, l’obiettivo della missione. L’impatto della navicella spaziale dovrebbe modificare la sua velocità in modo molto limitato ma rilevabile dopo qualche tempo dato che gli effetti dovrebbero amplificarsi a causa del cambiamento di traiettoria.

La missione DART è stata sviluppata in una collaborazione con l’ESA che però è stata modificata nel corso degli anni. Il risultato è che la navicella spaziale della NASA verrà accompagnata dal nanosatellite LICIACube (Light Italian CubeSat for Imaging of Asteroids) dell’ASI, che si separerà dalla sonda 10 giorni prima dell’impatto per monitorare gli effetti. Per il 2024, è previsto il lancio della missione Hera dell’ESA per una ricognizione più approfondita.

La NASA ha ricevuto i primi segnali dalla navicella spaziale DART e ciò indica che tutto sta andando bene dopo il primo lancio nello spazio profondo di SpaceX per conto della NASA. Ora possiamo attenderci che nel settembre 2022 colpisca l’asteroide Dimorphos a una velocità di circa 6,6 km/s. Si tratta di un test importante perché non sappiamo quando avverrà il prossimo impatto sulla Terra di un asteroide abbastanza massiccio da causare devastazioni sul pianeta ma possiamo essere certi che accadrà come è già accaduto più volte in passato.

La navicella spaziale DART durante la fase di test (Foto NASA/Johns Hopkins APL/Ed Whitman)
La navicella spaziale DART durante la fase di test (Foto NASA/Johns Hopkins APL/Ed Whitman)

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