Massimo Luciani

La cometa interstellare 3I/ATLAS

Vari enti scientifici hanno annunciato l’individuazione di quella che sembra proprio una cometa interstellare che ha ricevuto di conseguenza la designazione 3I/ATLAS. Potrebbe essere una grande cometa, con una larghezza stimata attorno ai 20 chilometri, ma le prime stime delle dimensioni del suo nucleo sono ancora decisamente approssimative. La sua traiettoria la porterà dentro l’orbita di Marte ma, assieme alla sua notevole velocità, poerterà solo a un cambiamento limitato di direzione da parte della gravità del Sole. Purtroppo, non si avvicinerà mai alla Terra abbastanza da permettere osservazioni dettagliate ma qualsiasi oggetto interstellare è molto interessante per gli astronomi. Si tratta del terzo “visitatore” ufficialmente riconosciuto dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019.

Arcadia Planitia su Marte

L’ESA ha pubblicato una foto della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.

La navicella spaziale Crew Dragon Grace decolla su un razzo vettore Falcon 9 per iniziare la missione Ax-4 (Immagine NASA)

Poco fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Grace è partita su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella missione Axiom Mission 4 o semplicemente Ax-4. Dopo circa dodici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo. Trascorrerà fino a 14 giorni in orbita, quasi tutti attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale. Ha anche scopi commerciali in una collaborazione tra SpaceX, Axiom Space e varie aziende e agenzie spaziali nazionali per l’accesso alla Stazione allo scopo di condurre lavori utili per lo sviluppo di nuove tecnologie e per ricerche scientifiche.

L'esplosione della Starship 36 (Immagine cortesia Jerry Pike / NASASpaceflight)

Poche ore fa SpaceX stava preparando il prototipo Starship 36 per un test statico, l’accensione dei sei motori Raptor al suolo in preparazione per quello che doveva essere il decimo test di lancio da condurre assieme al razzo Super Heavy. Erano da poco passate le 6 di mattina in Italia quando Starship 36 è esplosa. Anche i test statici vengono condotti in condizioni di sicurezza perciò il personale di SpaceX era ben distante dal prototipo e nessuno è rimasto ferito. Va detto che gli incidenti possono accadere più facilmente con i prototipi ma è chiaro che, ben che vada, ci saranno ulteriori ritardi sulla tabella di marcia dello sviluppo di una navicella spaziale che ha già subito tre fallimenti negli ultimi test di volo.

Il Sole osservato a otto diverse lunghezze d'onda dalla sonda spaziale Solar Orbiter dell'ESA

L’ESA ha diffuso le prime informazioni, che includono le prime immagini, del Polo Sud del Sole, catturate tra il 16 e il 17 marzo 2025 dalla sonda spaziale Solar Orbiter, una missione gestita in collaborazione con la NASA e con la partecipazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Tre degli strumenti scientifici a bordo hanno permesso di osservare quell’area in diverse bande elettromagnetiche: Polarimetric and Helioseismic Imager (PHI), Extreme Ultraviolet Imager (EUI) e Spectral Imaging of the Coronal Environment (SPICE). I poli solari non sono visibili dalla Terra e Solar Orbiter li sta osservando come mai è stato possibile in precedenza. Le prime osservazioni hanno già mostrato qualche sorpresa.