Massimo Luciani

Gli ammassi galattici del Perseo e del Centauro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio su sette ammassi galattici che contengono diversi buchi neri supermassicci che offre prove che le esplosioni di energia generate a questi buchi neri aiutano a raffreddare il gas di cui si nutrono. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con vari strumenti per esaminare sette ammassi galattici. Esplosioni sotto forma di getti dai buchi neri supermassicci in quegli ammassi fanno raffreddare il gas formando sottili filamenti. Parte di quel gas finirà per tornare verso quei buchi neri innescando altre esplosioni in un meccanismo in cui i buchi neri “cucinano” i loro stessi pasti.

Alcune delle collinette marziane (Immagine ESA/ TGO/ CaSSIS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta uno studio sulle collinette di Mawrth Vallis, una valle sul pianeta Marte considerata molto interessante per le tracce dell’antichissima presenza di acqua liquida. Un team di ricercatori della della Open University e del Museo di Storia Naturale di Londra hanno usato dati raccolti da diverse sonde spaziali per compiere analisi geomorfologiche e spettroscopiche delle collinette. Le loro conclusioni sono che si tratta dei resti che si sono formati tramite erosione dalla ritirata dell’altopiano nel periodo Noachiano, tra 4,1 e 3,7 miliardi di anni fa. Per questo motivo, ritengono che esse costituiscano una sorta di archivio stratigrafico dei cambiamenti nella presenza dell’acqua nella Mawrth Vallis.

La galassia di Andromeda

Una nuova immagine della galassia di Andromeda è stata creata combinando immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble da circa 600 campi visivi separati. Ci sono voluti due programmi di osservazione portati avanti in un totale di oltre dieci anni e mille orbite di Hubble per ottenere questo risultato. Il nuovo mosaico include oltre duecento milioni di singole stelle nella galassia di Andromeda, una minoranza composta da quelle più massicce e luminose del Sole. Le osservazioni di Hubble offrono molte informazioni su queste stelle che aiutano a capire meglio la storia di Andromeda.

Super Heavy Booster 14 e Starship 33 al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Nella notte italiana SpaceX ha condotto un nuovo test di volo dei prototipi del suo razzo Super Heavy e della Starship, lanciati dalla base di Boca Chica, in Texas. Si tratta del settimo test che ha visto l’intero sistema dell’azienda di Elon Musk che dovrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali con una capacità di trasporto senza precedenti ed essendo totalmente riutilizzabile. Sono prototipi avanzati con il Super Heavy identificato come Booster 14 e la Starship Block 2 identificata come Starship 33 o Ship33 o semplicemente S33.

Il razzo vettore New Glenn decolla nella missione NG-1 (Immagine cortesia Blue Origin)

Poco fa il razzo vettore New Glenn di Blue Origin è stato lanciato nella sua missione inaugurale, chiamata NG-1. Per l’occasione, trasportava un prototipo del Blue Ring, una piattaforma spaziale che ha lo scopo di trasportare carichi da mettere in orbita, anch’essa in fase di sviluppo da parte di Blue Origin. Il secondo stadio ha funzionato correttamente e il Blue Ring si è separato raggiungendo l’orbita prevista. L’obiettivo secondario consisteva nell’atterraggio del primo stadio, che però non è riuscito.