Massimo Luciani

Buchi neri supermassicci nel Chandra Deep Field South (Immagine NASA/CXC/Penn. State/G. Yang et al and NASA/CXC/ICE/M. Mezcua et al.; Optical: NASA/STScI; Illustration: NASA/CXC/A. Jubett)

Due articoli in fase di pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla connessione tra lo sviluppo dei buchi neri supermassicci e le galassie che li ospitano. Due team distinti hanno utilizzato osservazioni raccolte dall’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altri telescopi concludendo che i buchi neri supermassicci crescono più rapidamente di quanto nuove stelle si formino nelle galassie che li ospitano. Ciò contraddice modelli precedenti che suggerivano una crescita proporzionale alla formazione stellare nelle galassie.

Il nucleo galattico attivo di M77 e ilgas in movimento nel riquadro (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Imanishi et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letter” descrive la migliore osservazione mai effettuata di un anello di gas e polvere che circonda un buco nero supermassiccio. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per osservare il nucleo galattico attivo della galassia a spirale M77 che emette le intense radiazioni elettromagnetiche rilevate. Si tratta della prova definitiva di quello che era stato proposto inizialmente come un concetto teorico per il quale sono state raccolte nel tempo prove sempre più chiare fino a quella presentata in questa ricerca.

La traiettoria iperbolica di ʻOumuamua

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulla rotazione caotica dell’asteroide interstellare 1I/2017 U1, conosciuto comunemente come ‘Oumuamua. Secondo un team di astronomi guidati dalla Queen’s University Belfast, quella caratteristica è dovuta a un impatto con un altro oggetto avvenuto prima che venisse espulso dal suo sistema solare e potrebbe continuare per almeno un altro miliardo di anni.

Il cargo spaziale Progress MS-8 al decollo su un razzo Soyuz 2.1a (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Progress MS-8 è decollata su un razzo vettore Soyuz 2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Il cargo spaziale ha iniziato la missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 69 o 69P.