Massimo Luciani

I candidati esopianeti del nuovo catalogo (Immagine NASA/Ames Research Center/Wendy Stenzel)

In una conferenza stampa, la NASA ha presentato il nuovo catalogo di candidati esopianeti prodotto grazie alle osservazioni del suo telescopio spaziale Kepler. I candidati esopianeti sono in totale 4.034 dei quali 2.335 sono stati confermati come realmente esistenti. Ci sono 219 nuovi candidati dei quali 10 potrebbero avere dimensioni simili alla Terra e allo stesso tempo trovarsi nell’area abitabile del loro sistema solare.

Coppia di stelle in un nucleo ovale denso nella nube di Perseo (Immagine cortesia SCUBA-2 survey image by Sarah Sadavoy, CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive uno studio sulla diffusione di sistemi binari composti da stelle di piccola massa. Gli astronomi Sarah Sadavoy dello Smithsonian Astrophysical Observatory e Steven Stahler dell’Università di Berkeley hanno studiato stelle giovanissime nella nube molecolare della costellazione di Perseo concludendo che quel tipo di stelle nasce sempre in coppie, Sole compreso.

Orion KL Source I vista da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Hirota et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive uno studio della stella massiccia neonata Orion KL Source I. Un team di astronomi guidato da Tomoya Hirota ha usato il radio telescopio ALMA per captare quello che è stato chiamato il vagito di quella stella e determinare che il moto e la forma del deflusso indicano che l’interazione di forze centrifughe e magnetiche in un disco che circonda la stella gioca un ruolo fondamentale in quel vagito.

Il cargo spaziale Progress MS-6 mentre decolla su un razzo Soyuz 2.1a (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Progress MS-6 è decollata su un razzo vettore Soyuz 2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Il cargo spaziale ha iniziato la missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 67.