Massimo Luciani

Schema delle molecole d'acqua che ricadono nelle trappole a freddo su Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Due articoli pubblicato sulle riviste “Science” e “Nature Astronomy” descrivono due studi presentati anche al meeting dell’American Geophysical Union in corso a San Francisco che riportano nuove prove della presenza di ghiaccio d’acqua sotto la superficie del pianeta nano Cerere. I ricercatori hanno usato i dati rilevati dalla sonda spaziale Dawn della NASA per trovare due serie di prove che nel sottosuolo di Cerere c’è più ghiaccio del previsto e che può esistere per tempi lunghissimi.

Concetto artistico di una stella che si avvicina a un buco nero supermassiccio (Immagine ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca su ASASSN-15lh, che era stata classificata come supernova superluminosa dopo che era stata scoperta nel 2015. Un team internazionale guidato da Giorgos Leloudas del Weizmann Institute of Science, Israele, e del Dark Cosmology Centre, Danimarca, ha esaminato osservazioni effettuate con vari telescopi concludendo che in realtà si è trattato di una stella distrutta da un buco nero supermassiccio.

Il sistema di HD 163296 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); A. Isella; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive le prove della presenza di due pianeti neonati nel sistema della stella HD 163296. Un team di astronomi guidato da Andrea Isella della Rice University di Houston ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare due notevoli vuoti che hanno lasciato un marchio sia nella porzione di polvere che in quella di gas del disco protoplanetario che circonda la stella.

Il cargo spaziale HTV-6 catturato dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-6 “Kounotori” è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale, comandato da Shane Kimbrough con l’assistenza di Thomas Pesquet. Il cargo spaziale giapponese, decollato venerdi scorso, trasporta una serie di rifornimenti ed esperimenti. Dopo la cattura, Ci vorrà un po’ prima che cominci lo spostamento della HTV-5 verso il punto d’attracco al modulo Harmony.

Rappresentazione artistica di una pulsar al millisecondo che deforma una compagna (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive uno studio su un sistema binario composto da una pulsar al millisecondo conosciuta come PSR J1723-2837 e una piccola stella comune. L’astrofisico John Antoniadis dell’Università di Toronto e l’astrofilo André van Staden hanno scoperto per la prima volta macchie stellari e un potente campo magnetico nella compagna di una pulsar al millisecondo. Si tratta di una ricerca che può aiutare a capire meglio i comportamenti di questo tipo di pulsar.