Massimo Luciani

Lo strumento 4MOST montato sul telescopio VISTA dell'ESO (Foto AIP/A. Saviauk)

Il 18 ottobre, lo strumento 4MOST (4-metre Multi-Object Spectroscopic Telescope), montato sul telescopio VISTA dell’ESO in Cile, ha visto la cosiddetta prima luce nei primi test di osservazione. Con il suo sistema composto da 2436 fibre ottiche, 4MOST può catturare la luce da un campo visivo con un diametro fino a 2,5 gradi, che nella pratica significa un’area equivalente a 16 volte quella della Luna piena. La luce viene diretta a tre spettrografi che la dividono in componenti di colore nella gamma di luce visibile fornendone gli spettri individuali. Ciò permetterà di compiere un’indagine cosmologica che comprende venticinque milioni di oggetti nei primi cinque anni di lavoro.

Super Heavy 15 e Starship 38 al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Nella notte italiana SpaceX ha condotto un nuovo test di volo dei prototipi del suo razzo Super Heavy e della Starship, lanciati dalla base di Boca Chica, in Texas. Si tratta dell’undicesimo test che ha visto l’intero sistema dell’azienda di Elon Musk che dovrebbe rivoluzionare i viaggi spaziali con una capacità di trasporto senza precedenti ed essendo totalmente riutilizzabile. Sono prototipi avanzati con il Super Heavy identificato come Booster 15, al suo secondo volo, e la Starship Block 2 identificata come Starship 38 o Ship38 o semplicemente S38. Era l’ultimo test dei veicoli nella versione chiamata Block 2.

Un'immagine a frequenze ottiche dalla Legacy Surveys sovrapposta alle emissioni radio dall'indagine LoTSS che mostrano l'area del cerchio radio anomalo RAD J131346.9+500320

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di nuovi cerchi radio anomali (in inglese odd radio circle), tra cui una coppia catalogata come RAD J131346.9+500320. La scoperta è avvenuta esaminando i dati raccolti durante l’indagine LOFAR Two-Metre Sky Survey (LoTSS) grazie alla collaborazione di astrofili nel programma RAD@home. Un team di ricercatori ha esaminato questi oggetti e in particolare quella che in effetti appare essere una coppia di anelli che si intersecano concludendo che si tratta dei più lontani scoperti finora e che le loro emissioni sono le più potenti rilevate da questi oggetti cosmici ancora poco conosciuti.

L'onda cosmica in rosso e blu, con le stelle sopra il disco galattico in rosso e quelle sotto il disco in blu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta i risultati di uno studio che offre prove che una sorta di onda cosmica gigante attraversa la Via Lattea propagandosi dal centro verso l’esterno del disco galattico rendendola grinzosa. Una team di ricercatori guidato da Eloisa Poggio dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per mappare i moti di migliaia di giovani stelle giganti e Cefeidi nelle grinze ricostruendo l’onda che le genera. La causa potrebbe essere nelle conseguenze di un’antica collisione con una galassia nana ma serviranno altri studi mirati per valutare questa e altre possibili spiegazioni.

Le sonde spaziali Carruthers Geocorona Observatory, IMAP (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) e Space Weather Follow On-Lagrange 1 (SWFO-L1) al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine NASA+)

Poco fa tre sonde spaziali sono partite su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center. Dopo circa un’ora e 23 minuti, nel giro di circa 13 minuti si sono separate con successo dall’ultimo stadio del razzo e si sono immesse sulla loro rotta che le porterà nell’area chiamata L1 (Lagrange 1), a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove cominceranno la loro attività scientifica legata allo studio di vari aspetti del tempo meteorologico spaziale.