Massimo Luciani

La sonda spaziale JUICE decolla su un razzo vettore Ariane 5 ECA (Immagine cortesia Arianespace)

Poco fa la sonda spaziale JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) dell’ESA è stata lanciata su un razzo vettore Ariane 5 ECA dalla base di Kourou nella Guiana Francese. Dopo circa 27 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato il lungo viaggio che la porterà nell’orbita Giove, dove condurrà la sua missione scientifica, concentrata sulle cosiddette lune ghiacciate del pianeta più grande del sistema solare: Ganimede, Europa e Callisto.

La mappa della materia oscura basata sulle osservazioni dell'Atacama Cosmology Telescope

Durante la conferenza Future Science with CMB x LSS in fase di svolgimento all’Università di Kyoto in Giappone, sono stati presentati i risultati di una mappatura dettagliata della Materia Oscura in una parte dell’universo. Tre articoli disponibili in anteprima e sottoposti alla rivista “The Astrophysical Journal” illustrano questi risultati, ottenuti usando osservazioni condotte all’Atacama Cosmology Telescope (ACT) in Cile, in attività tra il 2007 e il 2022. Questa mappa (Immagine cortesia Collaborazione ACT) è stata ottenuta analizzando la radiazione cosmica di fondo e le deviazioni che ha subito a causa della gravità di strutture massicce come concentrazioni di materia oscura.

I resti di supernova Cassiopeia A visti dal telescopio spaziale James Webb

Un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A (NASA, ESA, CSA, D. Milisavljevic (Purdue University), T. Temim (Princeton University), I. De Looze (UGent), J. DePasquale (STScI)), o semplicemente Cas A, catturata dal telescopio spaziale James Webb mostra dettagli mai visti prima delle strutture presenti tra i materiali che circondano ciò che rimane della stella progenitrice. Si tratta di dettagli utili agli astronomi per ricostruire i processi che avvengono nelle ultime fasi di vita di una stella massiccia e le conseguenze di una supernova. Elementi generati dalla stella vengono sparsi nello spazio, inclusa della polvere cosmica in quantità che potrebbero spiegarne l’abbondanza scoperta in galassie primordiali.

I due quasar di SDSS J0749+2255 visti da Hubble (Immagine NASA, ESA, Yu-Ching Chen (UIUC), Hsiang-Chih Hwang (IAS), Nadia Zakamska (JHU), Yue Shen (UIUC) )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di una coppia di galassie in fase di fusione catalogata come SDSS J0749+2255 che ha la peculiarità di ospitare un doppio quasar. Un team di ricercatori guidati dall’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign ha usato vari telescopio spaziali e al suolo per studiare SDSS J0749+2255 di ottenere osservazioni abbastanza dettagliate da distinguere i due quasar, che sono entrambi estremamente brillanti. La difficoltà in queste osservazioni è data anche dal fatto che questa coppia è molto lontana e la vediamo com’era quando l’universo aveva circa tre miliardi di anni e la distanza tra i due buchi neri supermassicci che alimentano i rispettivi quasar è solamente di circa diecimila anni luce.

Il telescopio spaziale Hubble ha osservato la galassia Z 229-15 e la sua peculiare combinazione di caratteristiche

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia Z 229-15. Una combinazione degli strumenti Advanced Camera for Surveys (ACS) e Wide Field Camera 3 (WFC3) con tre filtri diversi è stata usata per ottenere osservazioni che includono emissioni ultraviolette, ottiche e nell’infrarosso vicino. Z 229-15 è una galassia che sfugge a semplici criteri di classificazione perché ha un insieme di caratteristiche che non si trovano normalmente assieme. Il risultato è che corrisponde a diverse definizioni mostrando come a volte classi e sottoclassi di galassie non hanno confini precisi ma ci possono essere intersezioni che rendono valide diverse classificazioni.