Massimo Luciani

A sinistra il sistema di Alpha Centauri visto dal telescopio spaziale James Webb, al centro un particolare delle due stelle principali e a destra un ulteriore ingrandimento che indica il candidato esopianeta indicato come S1.

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio che ha portato alla possibile scoperta di un pianeta gigante gassoso orbitante attorno alla stella Alpha Centauri A. Vari astronomi hanno usato osservazioni condotte con lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per trovare una fonte luminosa le cui caratteristiche la rendono un candidato esopianeta. Le informazioni raccolte suggeriscono che si possa trattare di un pianeta gassoso con dimensioni simili a quelle di Giove anche se la massa potrebbe essere vicina a quella di Saturno. Se confermato, sarebbe l’esopianeta più vicino che orbita attorno a una stella simile al Sole nell’area abitabile del suo sistema.

La navicella spaziale Crew Dragon Endeavour attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale nella missione Crew-11 (Immagine NASA+)

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon Endeavour di SpaceX è attraccata al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale compiendo la prima parte della sua missione Crew-11 o SpaceX Crew-11 iniziata con il suo lancio avvenuto circa 14 ore e mezza prima. Dopo le verifiche che la pressione sia stata correttamente equilibrata, il portello è stato aperto per permettere a Oleg Platonov, Mike Fincke, Kimiya Yui e Zena Cardman di entrare nella Stazione e cominciare la loro missione, che avrà una durata che potrebbe raggiungere gli otto mesi.

I satelliti TRACERS decollano su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa i due satelliti TRACERS della NASA sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dalla base di Vandenberg. Dopo circa un’ora e 40 minuti si sono separati con successo dall’ultimo stadio del razzo per cominciare le manovre che li porteranno in un’orbita eliosincrona a 600 chilometri di altitudine.

I due satelliti gemelli TRACERS (Tandem Reconnection and Cusp Electrodynamics Reconnaissance Satellites) si uniscono ad altre missioni spaziali che hanno lo scopo di studiare il Sole e le sue interazioni con la Terra. Il 12 marzo scorso è stata lanciata la missione PUNCH e il 15 marzo sono stati lanciati i tre nanosatelliti di classe CubeSat della missione EZIE (Electrojet Zeeman Imaging Explorer), che hanno lo scopo di studiare i cambiemnti nelle correnti elettriche che si muovono attraverso gli strati superiori dell’atmosfera terrestre nelle regioni polari.

La navicella spaziale Crew Dragon Grace dopo l'ammaraggio

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon Grace di SpaceX ha concluso la sua missione Ax-4 ammarando senza problemi. A bordo c’erano Shubhanshu Shukla, Peggy Whitson, Sławosz Uznański-Wiśniewski e Tibor Kapu, che hanno terminato questa missione spaziale completamente privata nell’Oceano Atlantico dopo aver lasciato la Stazione Spaziale Internazionale poco più di 22 ore prima. Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX è andata a recuperare la Grace e il suo equipaggio per trasportarli fino alla costa.

La luce che si dissolve della supernova SN 2025kg, seguita dal transiente X veloce EP 250108a, vista dai telescopi Gemini Nord e Sud

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio della supernova SN 2025kg, la quale ha generato un cosiddetto transiente X veloce, un evento poco conosciuto che in questo caso è stato catalogato come EP 250108a. Ora quel tipo di evento è stato descritto come una sorta di versione soffocata alla nascita di un lampo gamma.

Due team di ricercatori con vari membri in comune, i quali includono membri dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), hanno usato dati raccolti da due strumenti del telescopio spaziale Einstein Probe e da altri strumenti per analizzare le emissioni di questa supernova. Ciò ha permesso di proporre una spiegazione ai transienti X veloci (in inglese Fast X-ray Transients, FXT) e le differenze rispetto ai lampi gamma.