Astronomia / astrofisica

Gli ammassi galattici del Perseo e del Centauro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio su sette ammassi galattici che contengono diversi buchi neri supermassicci che offre prove che le esplosioni di energia generate a questi buchi neri aiutano a raffreddare il gas di cui si nutrono. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con vari strumenti per esaminare sette ammassi galattici. Esplosioni sotto forma di getti dai buchi neri supermassicci in quegli ammassi fanno raffreddare il gas formando sottili filamenti. Parte di quel gas finirà per tornare verso quei buchi neri innescando altre esplosioni in un meccanismo in cui i buchi neri “cucinano” i loro stessi pasti.

Alcune delle collinette marziane (Immagine ESA/ TGO/ CaSSIS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” riporta uno studio sulle collinette di Mawrth Vallis, una valle sul pianeta Marte considerata molto interessante per le tracce dell’antichissima presenza di acqua liquida. Un team di ricercatori della della Open University e del Museo di Storia Naturale di Londra hanno usato dati raccolti da diverse sonde spaziali per compiere analisi geomorfologiche e spettroscopiche delle collinette. Le loro conclusioni sono che si tratta dei resti che si sono formati tramite erosione dalla ritirata dell’altopiano nel periodo Noachiano, tra 4,1 e 3,7 miliardi di anni fa. Per questo motivo, ritengono che esse costituiscano una sorta di archivio stratigrafico dei cambiamenti nella presenza dell’acqua nella Mawrth Vallis.

La galassia di Andromeda

Una nuova immagine della galassia di Andromeda è stata creata combinando immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble da circa 600 campi visivi separati. Ci sono voluti due programmi di osservazione portati avanti in un totale di oltre dieci anni e mille orbite di Hubble per ottenere questo risultato. Il nuovo mosaico include oltre duecento milioni di singole stelle nella galassia di Andromeda, una minoranza composta da quelle più massicce e luminose del Sole. Le osservazioni di Hubble offrono molte informazioni su queste stelle che aiutano a capire meglio la storia di Andromeda.

Concetto artistico di una stella di neutroni che emette un lampo radio veloce dalla sua magnetosfera (Immagine cortesia Daniel Liévano, edited by MIT News)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’individuazione dell’origine del lampo radio veloce catalogato come FRB 20221022A collegandolo a una stella di neutroni di classe magnetar, probabilmente emerso dalla sua magnetosfera. Un team di ricercatori coordinato dal MIT ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio CHIME per individuare l’origine di questo lampo radio veloce già conosciuto sfruttando il fenomeno della scintillazione, paragonabile a come le stelle sfavillano nel cielo. Si tratta di un’altra prova del legame tra magnetar e lampi radio veloci, le potentissime emissioni che possono essere eventi singoli oppure ripetuti.

La regione di Australe Scopuli su Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin (CC-BY-SA 3.0 IGO))

L’ESA ha pubblicato una rielaborazione di immagini della regione del pianeta Marte di Australe Scopuli catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Quell’area è ricoperta di quel che sembra neve ma in realtà si tratta di ghiaccio di anidride carbonica e polvere. Nonostante le differenze, la vista ricorda un paesaggio natalizio, soprattutto quello comune ad altitudini in cui sulla Terra nevica normalmente. Si tratta comunque di un giorno significativo perché il 25 dicembre 2003 Mars Express entrò nell’orbita di Marte.