Astronomia / astrofisica

Illustrazione artistica della coppia Gliese 229 Ba e Gliese 229 Bb assieme a Gliese 229 A (Immagine cortesia K. Miller, R. Hurt (Caltech/IPAC))

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano i risultati di due studi indipendenti su Gliese 229 B, la prima nana bruna di cui venne confermata l’esistenza, che concludono che in realtà si tratta di una coppia di nane brune ravvicinate. Un team guidato dal ricercatore del Caltech Jerry Xuan ha usato gli strumenti GRAVITY e CRIRES+ montati sul VLT dell’ESO in Cile mentre un team guidato da Sam Whitebook, anche lui del Caltech, e Tim Brandt dello Space Telescope Science Institute di Baltimore, ha usato lo strumento NIRSPEC installato all’Osservatorio Keck alle Hawaii. C’erano già sospetti sulla natura di Gliese 229 B a causa di alcune incongruenze rilevate nelle sue caratteristiche ma solo ora è stato possibile trovare le prove.

R Aquarii (NASA, ESA, M. Stute, M. Karovska, D. de Martin & M. Zamani (ESA/Hubble))

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae R Aquarii, un sistema binario formato da una gigante rossa e una nana bianca. Quattro diversi filtri dello strumento WFC3 (Wide Field Camera 3) sono stati usati in luce visibile sono stati usati per creare quella che è solo la più recente osservazione di R Aquarii condotta con Hubble. Ciò ha permesso di esaminare i cambiamenti avvenuti in particolare nella nebulosa che circonda la coppia.

Il sistema di R Aquarii è nel vicinato cosmico, essendo distante circa 650 anni luce dalla Terra. Per questo motivo, è stato oggetto di studio con strumenti diversi fin da quando le due stelle che compongono la coppia, le quali sono invisibili a occhio nudo, sono state scoperte. Ad esempio, è stata oggetto di un test di utilizzo di un sottosistema dello strumento SPHERE installato sul VLT dell’ESO in Cile.

La sonda spaziale Europa Clipper decolla su un razzo Falcon Heavy (Foto NASA)

Poche ore fa la sonda spaziale Europa Clipper della NASA è stata lanciata su un razzo vettore Falcon Heavy di SpaceX dal Kennedy Space Center. Dopo poco più di un’ora si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta che la porterà nello spazio profondo, verso Europa, la luna di Giove con una superficie ghiacciata che nasconde un oceano di acqua liquida per capire se sia abitabile.

La galassia REBELS-25 vista dal radiotelescopio ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/L. Rowland et al.)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di una galassia primordiale che è stata catalogata come REBELS-25 e mostra una struttura rotante già ordinata come non ci si aspetta da una galassia così antica. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare REBELS-25 e tracciare il movimento del gas al suo interno. I dati raccolti saranno preziosi per capire come una galassia che vediamo com’era quando l’universo aveva circa 700 milioni di anni possa avere una struttura che già sta diventando una spirale come quella della Via Lattea a quell’epoca.

La sonda spaziale Hera decolla su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Era pomeriggio in Italia quando la sonda spaziale Hera dell’ESA è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral assieme ai due nanosatelliti Juventas e Milani. Dopo circa 76 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta che fra quasi esattamente due anni la porterà a raggiungere l’asteroide Didymos e la sua luna Dimorphos per esaminare le conseguenze dell’impatto della navicella spaziale DART della NASA.