Astronomia / astrofisica

Concetto artistico dell'esopianeta Ross 128 b e della sua stella (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta dell’esopianeta Ross 128 b, che potrebbe essere simile alla Terra con una massa almeno del 35% superiore a quella terrestre. Un team di ricercatori ha usato lo strumento HARPS all’osservatorio La Silla in Cile per scoprire questo pianeta distante circa 11 anni luce dalla Terra. La sua orbita potrebbe essere nella zona abitabile del suo sistema rendendolo il secondo esopianeta più vicino al sistema solare con quelle caratteristiche dopo Proxima b.

Il sistema HD 135344B

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sul disco protoplanetario che circonda la stella HD 135344B. Un team guidato da Tomas Stolker dell’ETH di Zurigo, in Svizzera, ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per monitorare l’evoluzione di quel disco di polvere e gas e delle bande scure che sembrano ombre proiettate su di esso. Probabilmente processi nella parte interna del disco generano ombre sulla parte esterna.

La prima esplosione di iPTF14hls (Immagine cortesia Arcavi et ​al. ​2017, ​Nature)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di una supernova che sembra essere esplosa più volte. Chiamata iPTF14hls, è stata individuata nel 2014 dalla Intermediate Palomar Transient Factory ma in quella posizione era una supernova era già stata registrata nel 1954. Potrebbe trattarsi del primo caso scoperto di un tipo di supernova teorizzato chiamato supernova a instabilità di coppia pulsazionale, in cui una stella è talmente calda e massiccia da produrre nel suo nucleo antimateria che provoca periodiche esplosioni.

La galassia NGC 253 e le molecole scoperte (Immagine ESO/J. Emerson/VISTA, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Ando et al. Acknowledgment: Cambridge Astronomical Survey Unit)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’individuazione di 8 nubi molecolari all’interno della galassia NGC 253 in cui sono state individuate 19 diverse molecole complesse. Un team di ricercatori guidato da Ryo Ando dell’Università di Tokyo ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le “firme” di molecole tra cui tioformaldeide, metanolo, acido acetico, cianuro di idrogeno, propino e altre molecole organiche, la prima rilevazione del genere al di fuori della Via Lattea.

Schema dell'interno di Encelado (Immagine Surface: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute; interior: LPG-CNRS/U. Nantes/U. Angers. Graphic composition: ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che presenta una possibile spiegazione per l’esistenza a lungo termine di attività idrotermali e di un oceano sotterraneo di acqua liquida su Encelado, una delle lune di Saturno. Un team di ricercatori guidato da Gaël Choblet dell’Università di Nantes in France ha analizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini concludendo che un nucleo poroso può essere un fatto chiave per generare calore per miliardi di anni sostenendo un ambiente potenzialmente favorevole alla vita.