Astronomia / astrofisica

La galassia NGC 4993 vista da vari telescopi dell'ESO (Immagine VLT/VIMOS. VLT/MUSE, MPG/ESO 2.2-metre telescope/GROND, VISTA/VIRCAM, VST/OmegaCAM)

Ieri ESO e collaborazione LIGO/VIRGO hanno tenuto una conferenza stampa per presentare i risultati di una complessa ricerca che ha portato alla scoperta della fusione di due stelle di neutroni osservata sia nell’emissione di onde elettromagnetiche che di onde gravitazionali. Questi risultati sono stati raccolti in una serie di articoli che sono stati pubblicati o verranno pubblicati sulle riviste “Nature”, “Nature Astronomy”, “Astrophysical Journal Letters” e “Physical Review Letters”.

Rappresentazione artistica di Haumea col suo anello (Immagine cortesia IAA-CSIC/UHU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un anello attorno al pianeta nano Haumea. Un team guidato da astronomi dell’Instituto de Astrofísica de Andalucía (IAA-CSIC), in Spagna, che include ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha utilizzato osservazioni di parecchi telescopi per scoprire l’anello, il primo individuato attorno a un oggetto transnettuniano, e per ottenere stime migliori di altre caratteristiche di Haumea.

La supernova MUSSES1604D (Immagine cortesia Institute of Astronomy, the University of Tokyo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che offre le prove che l’esplosione di una supernova è stata innescata dalla detonazione di uno strato di elio sulla superficie di una nana bianca. Un team di ricercatori guidato da Ji-an Jiang dell’Università di Tokyo ha utilizzato il telescopio Subaru con osservazioni seguenti utilizzando il telescopio Gemini-North per studiare MUSSES1604D, una supernova di tipo Ia. La loro conclusione è che una nana bianca abbia rubato elio alla stella compagna ed esso abbia formato uno strato che a un certo punto è esploso, innescando la supernova.

Il bacino di Eridania (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive la scoperta di prove dell’esistenza di antichissimi depositi idrotermali su un fondo marino nella regione di Eridania su Marte. Un team di ricercatori ha studiato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per ricostruire la presenza di massicci depositi in un bacino nell’emisfero meridionale del pianeta rosso. Si tratta di un tipo di ambiente favorevole alla nascita di forme di vita, simile a quello in cui secondo vari scienziati è nata la vita sulla Terra.

Illustrazion di una nube di polvere attorno alla stella di Tabby (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione ai tanti rapidi cambi di luminosità notati nella stella di Tabby negli ultimi anni. Un team di ricercatori coordinati dall’Università dell’Arizona ha utilizzato dati raccolti dai telescopi spaziali Spitzer e Swift della NASA e dall’osservatorio belga AstroLAB IRIS concludendo che questo fenomeno è causato da una densa nube di polvere che orbita attorno alla stella.