Astronomia / astrofisica

Diagramma dei sistemi del telescopio spaziale Hitomi (Immagine NASA)

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha analizzato i dati raccolti sul telescopio spaziale Hitomi, già conosciuto come Astro-H, per cercare di capire il motivi per cui solo sporadici segnali sono stati ricevuti dal satellite dal 26 marzo. L’ipotesi più plausibile è che abbia perso l’assetto a causa di alcuni dati non validi e i suoi propulsori di manovra non abbiano corretto il problema a causa di regolazioni inadatte. La prospettiva è grama ma ci sono ancora speranze di salvare Hitomi.

Il cratere Haulani su Cerere (Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La NASA ha pubblicato nuove fotografie di vari crateri sul pianeta nano Cerere scattate dalla sua sonda spaziale Dawn, attualmente nella sua orbita più bassa a 385 chilometri di altitudine. Da lì Dawn sta effettuando la mappatura più dettagliata di Cerere e sta fornendo dettagli davvero interessanti di crateri che avevano già suscitato l’attenzione degli scienziati come Haulani e Oxo.

L'enorme discontinuità a Y sulla superficie di Encelado (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Una fotografia scattata dalla sonda spaziale Cassini mostra un enorme sistema di fratture che hanno una forma simile a una lettera Y sulla superficie Encelado, la luna di Saturno diventata negli ultimi anni uno dei più interessanti oggetti di studi astronomici. Chiamati “discontinuità a Y”, questi elementi della superficie ghiacciata di Encelado sono probabilmente relativamente giovani rivelando l’attività geologica esistente su questa luna.

Un paragone tra il sole, una stella di piccola massa, una nana bruna, Giove e la Terra (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCB)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca sulle nane brune che dovrebbero essere presenti nel vicinato cosmico. Un team di astronomi del Leibniz-Institut für Astrophysik Potsdam (AIP), in Germania, ha rianalizzato dati riguardanti le osservazioni e la catalogazione delle nane brune distanti meno di sei parsec e mezzo dalla Terra concludendo che ce ne dovrebbero essere di più e forse non le abbiamo ancora individuate.

Mappa che mostra Via Lattea, nube interstellare locale, sistema solare e Cassini vicino a Saturno (Immagine ESA; dust grain inset: NASA/JPL; Saturn image: NASA/JPL/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive l’analisi della composizione di polvere interstellare entrata nel sistema solare e intercettata dalla sonda spaziale Cassini. Tra gli strumenti a bordo c’è il Cosmic Dust Analyser (CDA), che nel corso degli anni della sua missione ha collezionato milioni di campioni di polvere 36 dei quali sono risultati essere di origine interstellare.