Astronomia / astrofisica

Una rappresentazione artistica del sistema UPM J1040−3551 AabBab

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” (MNRAS) riporta la scoperta di un raro sistema quadruplo gerarchico, che è stato catalogato come UPM J1040−3551 AabBab. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con la sonda spaziale Gaia dell’ESA e del telescopio spaziale WISE della NASA, seguite da rilevazioni e analisi spettroscopiche, per individuare questo quartetto formato da una coppia di nane rosse e una coppia di nane brune. Si tratta di un sistema relativamente giovane che può offrire nuove informazioni soprattutto sulle nane brune, oggetti a metà strada tra pianeti e stelle.

A sinistra il sistema di Alpha Centauri visto dal telescopio spaziale James Webb, al centro un particolare delle due stelle principali e a destra un ulteriore ingrandimento che indica il candidato esopianeta indicato come S1.

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio che ha portato alla possibile scoperta di un pianeta gigante gassoso orbitante attorno alla stella Alpha Centauri A. Vari astronomi hanno usato osservazioni condotte con lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per trovare una fonte luminosa le cui caratteristiche la rendono un candidato esopianeta. Le informazioni raccolte suggeriscono che si possa trattare di un pianeta gassoso con dimensioni simili a quelle di Giove anche se la massa potrebbe essere vicina a quella di Saturno. Se confermato, sarebbe l’esopianeta più vicino che orbita attorno a una stella simile al Sole nell’area abitabile del suo sistema.

La luce che si dissolve della supernova SN 2025kg, seguita dal transiente X veloce EP 250108a, vista dai telescopi Gemini Nord e Sud

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio della supernova SN 2025kg, la quale ha generato un cosiddetto transiente X veloce, un evento poco conosciuto che in questo caso è stato catalogato come EP 250108a. Ora quel tipo di evento è stato descritto come una sorta di versione soffocata alla nascita di un lampo gamma.

Due team di ricercatori con vari membri in comune, i quali includono membri dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), hanno usato dati raccolti da due strumenti del telescopio spaziale Einstein Probe e da altri strumenti per analizzare le emissioni di questa supernova. Ciò ha permesso di proporre una spiegazione ai transienti X veloci (in inglese Fast X-ray Transients, FXT) e le differenze rispetto ai lampi gamma.

La cometa interstellare 3I/ATLAS

Vari enti scientifici hanno annunciato l’individuazione di quella che sembra proprio una cometa interstellare che ha ricevuto di conseguenza la designazione 3I/ATLAS. Potrebbe essere una grande cometa, con una larghezza stimata attorno ai 20 chilometri, ma le prime stime delle dimensioni del suo nucleo sono ancora decisamente approssimative. La sua traiettoria la porterà dentro l’orbita di Marte ma, assieme alla sua notevole velocità, poerterà solo a un cambiamento limitato di direzione da parte della gravità del Sole. Purtroppo, non si avvicinerà mai alla Terra abbastanza da permettere osservazioni dettagliate ma qualsiasi oggetto interstellare è molto interessante per gli astronomi. Si tratta del terzo “visitatore” ufficialmente riconosciuto dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019.

Arcadia Planitia su Marte

L’ESA ha pubblicato una foto della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.