Astronomia / astrofisica

Pennacchi coronali

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” riporta il passaggio della Parker Solar Probe della NASA attraverso l’atmosfera del Sole, sotto quella che viene chiamata superficie critica di Alfvén. La NASA ha annunciato questo successo, il primo per un veicolo artificiale, al meeting annuale della “American Geophysical Union”. Si tratta di una pietra miliare non solo per la missione di questa sonda spaziale ma per lo studio del Sole in generale. In particolare, la Parker Solar Probe è passata attraverso quella che è conosciuta come corona, la parte superiore dell’atmosfera, raccogliendone campioni e misurando i campi magnetici. Le informazioni raccolte direttamente dal plasma solare aiuterà a capire meglio i processi in atto nella stella che, tra le altre cose, supporta la vita sulla Terra e influenza l’ambiente sulla Terra e sugli altri oggetti del sistema solare.

Il sistema BD+60 1417AB

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un oggetto che orbita attorno a BD+60 1417, una giovane stella un po’ più piccola del Sole, il quale potrebbe essere un pianeta gigante gassoso ma anche una piccola nana bruna. L’astrofilo Jörg Schümann ha individuato un oggetto in movimento esaminando immagini nel programma “Backyard Worlds: Planet 9” a cui chiunque può partecipare. Un team guidato da Jackie Faherty dell’American Museum of Natural History ha usato vari telescopi per confermare l’esistenza dell’oggetto, catalogato come CWISER J124332.12+600126.2 o semplicemente W1243. La sua massa è stata stimata tra 10 e 20 volte quella del pianeta Giove, attorno al confine tra pianeta a nana bruna, stimato attorno a 13 masse gioviane. L’oggetto era sfuggito a precedenti ricerche probabilmente perché la sua distana dalla sua stella è circa 1660 volte quella della Terra dal Sole.

Il sistema binario b Centauri visto da SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un pianeta nel sistema binario b Centauri, il più massiccio nel quale sia stato scoperto un pianeta. Un team di ricercatori ha usato il VLT dell’ESO in Cile per individuare l’esopianeta catalogato come b Centauri (AB)b o semplicemente b Centauri b fotografandolo con lo strumento SPHERE. Si tratta di un pianeta da record anche perché ha una massa stimata in circa dieci volte quella di Giove, rendendolo uno dei più massicci conosciuti, con un’orbita che è circa cento volte più lontana dalle due stelle della distanza di Giove dal Sole. Secondo i ricercatori, è probabile che b Centauri b si sia formato in un’altra area del sistema per poi spostarsi a causa di interazioni gravitazionali.

Il telescopio spaziale IXPE al lancio su un razzo Falcon 9 (Foto NASA/Joel Kowsky)

Poche ore fa il telescopio spaziale IXPE della NASA e dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) è stato lanciato su un razzo vettore Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral. Dopo poco più di 33 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha compiuto le manovre necessarie per immettersi in un’orbita equatoriale a un’altitudine di circa 600 chilometri. Lì, dopo aver esteso la sua struttura e dopo la fase di test, comincerà la propria missione scientifica per misurare la polarizzazione dei raggi X cosmici, il primo strumento di questo tipo.

L'area attorno a Calvera (nel cerchio) osservata dallo strumento LAT del telescopio spaziale Fermi

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla pulsar catalogata come 1RXS J141256.0+792204 e soprannominata Calvera, un richiamo al film “I magnifici sette” dovuto al fatto che si tratta di una pulsar isolata come le precedenti conosciute in precedenza, soprannominate le magnifiche sette. Un team di ricercatori dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’Università di Padova ha utilizzato lo strumento NICER sulla Stazione Spaziale Internazionale per studiare Calvera. Le conclusioni sono che questa pulsar è nell’alone della Via Lattea, molto più lontano di quanto stimato dopo la sua scoperta, ed è molto più giovane rispetto alle magnifiche sette.