Astronomia / astrofisica

La struttura tridimensionale dell'atmosfera dell'esopianeta Tylos

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “Astronomy & Astrophysics”, riportano i risultati di altrettanti studi dell’esopianeta WASP-121b, nome ufficiale Tylos, che descrivono diversi aspetti della sua atmosfera davvero turbolenta. Due team di ricercatori con vari membri in comune che includono Lorenzo Pino e Francesco Borsa dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile sfruttando la combinazione dei quattro telescopi per esaminare l’atmosfera di Tylos nel corso di un transito completo di fronte alla sua stella. Il risultato è stato una mappatura degli strati dell’atmosfera e la rilevazione delle tracce di vari elementi chimici tra cui sodio, ferro e titanio.

Rho Cassiopeiae (Immagine cortesia Anugu et al. 2024)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati di uno studio su alcune stelle ipergiganti gialle e in particolare di Rho Cassiopeiae, della quale sono disponibili osservazioni che vanno indietro fino al 1885. Un team di ricercatori ha esaminato anche osservazioni di HR 8752, HR 5171A e HD 179821 con un’attenzione soprattutto riguardo alle esplosioni e alla conseguente variabilità che caratterizzano le ipergiganti gialle. Questo studio mostra che le pulsazioni di Rho Cassiopeiae, o semplicemente Rho Cas, diventano più intense quando si avvicina a un evento esplosivo. 138 anni di osservazioni hanno portato a modellare i comportamenti di Rho Cas e a prevederne quelli futuri.

L'ammasso RCW 38 (Immagine ESO/VVVX survey)

L’ESO ha pubblicato immagini della culla stellare catalogata come RCW 38 ottenuta usando la VISTA InfraRed CAMera (VIRCAM) montata sul proprio Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy (VISTA) in Cile. stata ottenuta come parte dell’indagine astronomica VISTA Variables in the Vía Láctea (VVV), che ha prodotto la mappa agli infrarossi più dettagliata della Via Lattea. Le rilevazioni agli infrarossi permettono di vedere le emissioni elettromagnetiche generate dalle giovani stelle e protostelle all’interno di RCW 38 che riescono a passare attraverso la coltre di gas e polveri che blocca quasi tutte le altre bande elettromagnetiche.

L'anello di Einstein attorno alla galassia NGC 6505 (Immagine ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre, G. Anselmi, T. Li / CC BY-SA 3.0 IGO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’individuazione di un cosiddetto anello di Einstein praticamente perfetto attorno alla galassia NGC 6505. Un team di ricercatori guidato da Conor O’Riordan del Max Planck Institute for Astrophysics di Monaco di Baviera, in Germania, che include parecchi membri associati a istituzioni italiane ha esaminato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Euclid per studiare l’immagine di una galassia molto più lontana distorta dalla lente gravitazionale creata da NGC 6505. Quest’effetto permette di studiare anche NGC 6505 perché è la sua massa a creare quella lente gravitazionale perciò i suoi effetti permettono di analizzarla.

La galassia LEDA 131342

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio della galassia LEDA 131342 che ha identificato ben nove anelli concentrici composti di stelle che la fanno sembrare una sorta di bersaglio cosmico. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble e l’Osservatorio Keck alle Hawaii per individuare questi anelli che formano una configurazione davvero straordinaria pensando che finora erano conosciute galassie con soli due o tre anelli. La causa di questa conformazione unica è una galassia nana che secondo i calcoli circa 50 milioni di anni fa ha attraversato LEDA 131342 stravolgendone la forma originale.