Sonde spaziali

Pyrrhae Regio su Marte vista da Mars Express

L’ESA ha pubblicato nuove immagini catturate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express di Pyrrhae Regio, una regione vicina al sistema delle Valles Marineris sul pianeta Marte. Si tratta di quello che viene definito un terreno caotico del tipo che si forma quando c’è ghiaccio sotterraneo che si scioglie provocando il rilascio di grande quantità di acqua. Un processo del genere richiede una notevole quantità di calore, che può essere stata fornita da attività vulcanica o da un impatto meteorico. L’aspetto attuale è ciò che è rimasto dopo il deflusso dell’acqua, lasciando in particolare le formazioni geologiche chiamate mesa.

Una rappresentazione dell'acqua nell'atmosfera di Marte con i picchi durante i periodi delle tempeste di sabbia

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta uno studio che spiega dove sia finita la gran parte dell’acqua che il pianeta Marte possedeva quand’era giovane, ai tempi in cui era allo stato liquido sulla sua superficie. Un team di ricercatori guidato da Shane Stone dell’Università americana dell’Arizona ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale MAVEN della NASA per tracciare i movimenti dell’acqua nell’atmosfera, fino ad altitudini elevate, dove avvengono reazioni che la scompongono e producono idrogeno atomico, che si disperde nello spazio. Questo studio ha messo in luce il ruolo delle tempeste di sabbia nella perdita dell’acqua.

Il cratere triplo di Noachis Terra (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato fotografie scattate dalla macchina fotografica HRSC (High Resolution Stereo Camera) della sua sonda spaziale Mars Express di un cratere triplo nella regione di Noachis Terra sul pianeta Marte. Quella regione ha dato il nome all’era noachiana in cui, tra circa 3,7 e 4,1 miliardi di anni fa, il pianeta rosso venne colpito da un numero particolarmente grande di meteoriti e Noachis Terra è piena dei crateri ancora esistenti. Un cratere triplo con una sovrapposizione che indica tre impatti molto vicini è interessante non solo come curiosità ma anche per la storia geologica che può raccontare assieme ad altri della stessa regione.

I punti dei vari atterraggi compiuti dal lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta una ricostruzione della traiettoria del lander Philae della missione Rosetta dell’ESA nel suo atterraggio sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team di ricercatori ha esaminato i dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta e dal lander Philae per scoprire dove quest’ultimo aveva compiuto il secondo rimbalzo sulla cometa, che venne seguito da ulteriori rimabalzi prima di poggiarsi definitivamente. Lo studio ha anche mostrato che i materiali colpiti contengono un’abbondante quantità di ghiaccio soffice come neve appena posata, al punto da essere definito più soffice della schiuma di un cappuccino.

La testa del meccanismo TAGSAM

La NASA ha annunciato che la prima ispezione visiva del sistema TAGSAM della sonda spaziale OSIRIS-REx che nella notte tra il 21 e il 22 ottobre ha catturato campioni del suolo dell’asteoride Bennu ha compiuto egregiamente il suo lavoro. In effetti, il problema sembra che il meccanismo ha catturato fin troppi materiali e, dopo che OSIRIS-REx si è allontanata da Bennu, essi hanno cominciato a fuoriuscire. Per questo motivo, il team che gestisce la missione ha deciso di saltare le varie operazioni che avrebbero permesso esami più significativi dei campioni per cercare di sigillarli nella Sample Return Capsule per riportarli sulla Terra.