Sonde spaziali

Il Sole osservato a otto diverse lunghezze d'onda dalla sonda spaziale Solar Orbiter dell'ESA

L’ESA ha diffuso le prime informazioni, che includono le prime immagini, del Polo Sud del Sole, catturate tra il 16 e il 17 marzo 2025 dalla sonda spaziale Solar Orbiter, una missione gestita in collaborazione con la NASA e con la partecipazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Tre degli strumenti scientifici a bordo hanno permesso di osservare quell’area in diverse bande elettromagnetiche: Polarimetric and Helioseismic Imager (PHI), Extreme Ultraviolet Imager (EUI) e Spectral Imaging of the Coronal Environment (SPICE). I poli solari non sono visibili dalla Terra e Solar Orbiter li sta osservando come mai è stato possibile in precedenza. Le prime osservazioni hanno già mostrato qualche sorpresa.

La sonda spaziale Tianwen-2 decolla su un razzo vettore Long March 3B (Foto cortesia Xinhua/Cai Yang)

Poche ore fa è stata lanciata con successo la missione Tianwen-2. Un razzo vettore Long March 3B è decollato dal centro di lancio di satelliti di Xichang e dopo circa 18 minuti la sonda spaziale si è separata dall’ultimo stadio del razzo per cominciare il suo viaggio verso l’asteroide 469219 Kamoʻoalewa. Lo scopo è di prelevare campioni dalla sua superficie da riportare sulla Terra per poi riprendere il suo viaggio nello spazio verso la cometa 311P/PanSTARRS.

Le Nubi di Magellano viste dalla sonda spaziale Gaia (Immagine ESA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di uno studio della Piccola Nube di Magellano che mostra come questa galassia nana stia subendo delle distorsioni nella sua forma a causa di varie influenze gravitazionali. Satoya Nakano e Kengo Tachihara dell’Università di Nagoya, in Giappone, ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA assieme a informazioni sulle stelle cefeidi raccolte dal progetto OGLE (Optical Gravitational Lensing Experiment). Ciò ha permesso di determinare le distanze di 4.236 cefeidi e le anomalie nei loro movimenti. La conclusione è che la Piccola Nube di Magellano stia subendo un’influenza gravitazionale da parte della Grande Nube di Magellano e di un’altra fonte ancora sconosciuta.

L'area attorno alla regione di Acheron Fossae su Marte

L’ESA ha pubblicato immagini della regione di Acheron Fossae su Marte catturata dalla High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. La peculiarità di queste immagini è che mostrano le due facce di Marte, nel senso che mostra come il pianeta rosso sia sostanzialmente diviso in due parti con caratteristiche geologiche ben diverse. Circa metà di Marte è composta da un terreno antico marcato da crateri e altri segni dell’età e di attività mentre l’altra metà è molto più liscia, con una superficie probabilmente riplasmata dalla lava di vulcani non più attivi.

Campione dell'asteroide Bennu (Foto cortesia Yasuhiro Oba)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno su “Nature Astronomy” riportano i risultati di esami di campioni dell’asteroide Bennu con la scoperta della presenza di tutte le basi di DNA ed RNA e 14 dei 20 amminoacidi presenti sulla Terra. Due team di ricercatori hanno analizzato questi campioni, i quali sono stati prelevati dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA, che li ha riportati sulla Terra. Mattoni della vita erano stati trovati anche in campioni dell’asteroide Ryugu riportati sulla Terra dalla sonda spaziale Hayabusa 2 e quelli trovati nei campioni riportati da Bennu offre nuove conferme che la Terra possa essere stata “seminata” da asteroidi.