Telescopi

Illustrazione di un buco nero e dell'area circostante con la corona brillante ai raggi X (Immagine NASA/Caltech-IPAC/Robert Hurt)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di uno studio sulla regione di plasma caldissimo che circonda un buco nero chiamata corona. Un ream di ricercatori ha usato rilevazioni condotte con il telescopio spaziale IXPE per ottenere informazioni precise sulla corona di 12 buchi neri che vanno da quelli di massa stellare a buchi neri supermassicci. Per la prima volta, è stato possibile osservare la geometria della corona dei buchi neri e il suo rapporto con il disco di accrescimento che li circonda. La geometria sembra molto simile a prescindere dalla dimensione dei buchi neri ma questo è un risultato ancora preliminare.

Illustrazione artistica della coppia Gliese 229 Ba e Gliese 229 Bb assieme a Gliese 229 A (Immagine cortesia K. Miller, R. Hurt (Caltech/IPAC))

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano i risultati di due studi indipendenti su Gliese 229 B, la prima nana bruna di cui venne confermata l’esistenza, che concludono che in realtà si tratta di una coppia di nane brune ravvicinate. Un team guidato dal ricercatore del Caltech Jerry Xuan ha usato gli strumenti GRAVITY e CRIRES+ montati sul VLT dell’ESO in Cile mentre un team guidato da Sam Whitebook, anche lui del Caltech, e Tim Brandt dello Space Telescope Science Institute di Baltimore, ha usato lo strumento NIRSPEC installato all’Osservatorio Keck alle Hawaii. C’erano già sospetti sulla natura di Gliese 229 B a causa di alcune incongruenze rilevate nelle sue caratteristiche ma solo ora è stato possibile trovare le prove.

R Aquarii (NASA, ESA, M. Stute, M. Karovska, D. de Martin & M. Zamani (ESA/Hubble))

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble ritrae R Aquarii, un sistema binario formato da una gigante rossa e una nana bianca. Quattro diversi filtri dello strumento WFC3 (Wide Field Camera 3) sono stati usati in luce visibile sono stati usati per creare quella che è solo la più recente osservazione di R Aquarii condotta con Hubble. Ciò ha permesso di esaminare i cambiamenti avvenuti in particolare nella nebulosa che circonda la coppia.

Il sistema di R Aquarii è nel vicinato cosmico, essendo distante circa 650 anni luce dalla Terra. Per questo motivo, è stato oggetto di studio con strumenti diversi fin da quando le due stelle che compongono la coppia, le quali sono invisibili a occhio nudo, sono state scoperte. Ad esempio, è stata oggetto di un test di utilizzo di un sottosistema dello strumento SPHERE installato sul VLT dell’ESO in Cile.

La galassia REBELS-25 vista dal radiotelescopio ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/L. Rowland et al.)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta la scoperta di una galassia primordiale che è stata catalogata come REBELS-25 e mostra una struttura rotante già ordinata come non ci si aspetta da una galassia così antica. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare REBELS-25 e tracciare il movimento del gas al suo interno. I dati raccolti saranno preziosi per capire come una galassia che vediamo com’era quando l’universo aveva circa 700 milioni di anni possa avere una struttura che già sta diventando una spirale come quella della Via Lattea a quell’epoca.

Illustrazione del sistema TIC 290061484 con le sue tre stelle mostrandone la compattezza con una rappresentazione in scala dell'orbita del pianeta Mercurio nel sistema solare.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta del sistema triplo catalogato come TIC 290061484, il più compatto del suo tipo individuato finora. Un team di ricercatori coordinato dal Goddard Space Flight Center della NASA ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale TESS della NASA, applicato una tecnica di apprendimento automatico e coinvolto astrofili che hanno partecipato al progetto Planet Hunters in un nuovo progetto chiamato Visual Survey Group. Questo raro sistema triplo aiuterà a capire meglio i processi di formazione ed evoluzione di sistemi multipli.