Telescopi

La presenza di gas tossici potrebbe limitare l'abitabilità degli esopianeti rocciosi

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” offre una nuova definizione dell’area abitabile di un sistema stellare dove può orbitare un pianeta che possa ospitare forme di vita simili a quelle terrestri. Un team di ricercatori coordinati dall’Università della California a Riverside ha esaminato i dati disponibili sulle atmosfere di esopianeti che orbitano in quella che finora è stata considerata l’area abitabile scoprendo che nella maggior parte dei casi c’è una quantità di anidride carbonica e monossido di carbonio tossica per forme di vita complesse come le conosciamo. In sostanza, la nuova definizione riduce notevolmente l’area abitabile.

Lo strumento NEAR (Foto ESO/ NEAR Collaboration)

Lo strumento NEAR (Near Earths in the AlphaCen Region) montato sul VTL dell’ESO in Cile ha visto la cosiddetta prima luce, cioè ha compiuto la sua prima osservazione dopo essere stato attivato. Questo strumenti è progettato per individuare esopianeti nel sistema di Alpha Centauri, formato da due stelle che, assieme alla compagna più lontana e più piccola Proxima, sono le più vicine al Sole a una distanza di circa 4,3 anni luce. L’ESO ha collaborato a questo progetto con il programma Breakthrough Watch.

Un'aurora cosmica tra gli ammassi galattici Abell 0399 e Abell 0401

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta l’individuazione di campi elettromagnetici lungo un filamento che attraversa i circa 10 milioni di anni luce che dividono gli ammassi galattici Abell 0399 e Abell 0401. Un team di ricercatori guidato da Federica Govoni dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) di Cagliari che include ricercatori dell’INAF e di altri enti italiani ha usato il radiotelescopio Low Frequency Array (LOFAR) per effettuare per la prima volta misurazione di una struttura del genere nelle onde radio.

Un disco di gas "freddo" rilevato attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la rilevazione di un disco di gas interstellari attorno a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Elena Murchikova dell’Università americana di Princeton ha rilevato grazie al radiotelescopio ALMA le emissioni radio della parte meno calda del disco di accrescimento che circonda Sagittarius A*. Mappando quelle emissioni è stato possibile notare la rotazione di quel disco, un ulteriore dato utile per studiare i processi in atto attorno a quel buco nero.

L'asteroide 1999 KW4 fotografato dallo strumento SPHERE

L’ESO ha pubblicato fotografie dell’asteroide 1999 KW4 scattate usando lo strumento SPHERE montato sul VLT in Cile. Ciò fa parte di una campagna di osservazioni coordinata dalla rete International Asteroid Warning Network (IAWN), che ha seguito le raccomandazioni dell’ONU per organizzare il controllo di asteroidi potenzialmente pericolosi. 1999 KW4 è passato a 5,2 milioni di chilometri dalla Terra il 25 maggio 2019, una distanza assolutamente di sicurezza ma è stata una buona occasione per valutare la possibilità di tenere d’occhio la traiettoria di quello che in effetti è un asteroide doppio usando anche uno strumento progettato per fotografare esopianeti.