Telescopi

Le immagini catturate da TESS (NASA/MIT/TESS)

La NASA ha pubblicato una serie di immagini catturate dalle macchine fotografiche del telescopio spaziale TESS. Si tratta delle prime immagini scientifiche, quella che in gergo viene chiamata la prima luce, ottenute il 7 agosto 2018 dopo il periodo di test degli strumenti e mostrano il cielo australe. Le immagini ritraggono una quantità di stelle e altri oggetti tra i quali sistemi dove esopianeti sono già stati trovati. Lo scopo principale però è di scoprire nuovi esopianeti.

Una possibile pulsar si è formata dopo una supernova a lunga durata

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive uno studio sulla supernova Sn 2012au. A volte le supernove rimangono luminose per un lungo tempo se i resti dell’esplosione si scontrano con strati di idrogeno ma Dan Milisavljevic della Purdue University si è chiesto se ciò possa accadere senza alcuna interazione di quel tipo. Il suo team ha studiato Sn 2012au concludendo che dopo la supernova si è formata una stella di neutroni di tipo pulsar con una rotazione e un campo magnetico sufficienti a creare una nube di gas attorno a essa, chiamata in gergo pulsar wind nebula.

L'ammasso Abell 370 (Immagine NASA, ESA, A. Koekemoer, M. Jauzac, C. Steinhardt, and the BUFFALO team)

Sono state pubblicate le prime osservazioni del telescopio spaziale Hubble nel nuovo progetto BUFFALO, che ha lo scopo di far luce sull’evoluzione delle prime galassie dell’universo, anche per stabilire gli obiettivi più interessanti per le osservazioni del telescopio spaziale James Webb. L’ammasso galattico Abell 370 è il primo a essere oggetto di studio per questa nuova indagine assieme a una serie di galassie viste attraverso lenti gravitazionali.

Una galassia ad anello con molte sorgenti di raggi X ultraluminose

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la rilevazione di una serie di sorgenti di raggi X nell’anello della galassia AM 0644-741. Un team di ricercatrici italiane guidato da Anna Wolter dell’INAF di Brera ha usato osservazioni dell’osservatorio per i raggi X Chandra della NASA per scoprire quelle sorgenti ultraluminose concludendo che l’anello che le contiene è composto da sistemi binari che includono buchi neri o stelle di neutroni e che l’anello si è formato in seguito a una collisione tra galassie.

Un getto relativistico dopo la kilonova

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive le osservazioni di un getto relativistico seguente alla fusione tra due stelle di neutroni scoperta nell’agosto 2017, il primo caso di evento rilevato e studiato sia alle onde elettromagnetiche che gravitazionali. Un team di ricercatori ha usato le precise misurazioni effettuate con alcuni radiotelescopi per stabilire che uno stretto getto di particelle è stato emesso a una velocità vicina a quella della luce dopo l’evento.