Telescopi

La coppia di quasar fotografata dalla Hyper Suprime-Cam montata sul telescopio Subaru

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta della coppia di quasar in fase di fusione più distante conosciuta. Un team di ricercatori ha combinato osservazioni del telescopio Subaru con il Gemini Nord per trovare le tracce di questa coppia di quasar che vediamo com’erano circa 900 milioni di anni dopo il Big Bang.

Studiare questa coppia di quasar può offrire nuove informazioni sull’epoca della reionizzazione, il periodo iniziato circa 400 milioni di anni dopo il Big Bang che è stato cruciale nella storia dell’universo. È l’epoca in cui l’idrogeno neutro che bloccava la luce venne ionizzato, con la conseguenza che l’universo divenne il luogo luminoso che conosciamo oggi. Un articolo accettato per la pubblicazione su una rivista della American Astronomical Society offre ulteriori analisi basate su osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA.

Una rappresentazione artistica di due fasi della formazione di un disco di gas e polveri attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia SDSS1335+0728

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati dell’osservazione di una nuova attività del buco nero supermassiccio al centro della galassia catalogata come SDSS J133519.91+072807.4 e chiamata “semplicemente” SDSS1335+0728. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con vari strumenti per osservare un aumento della luminosità di questa galassia. Ciò aveva portato già alla fine del 2019 all’inclusione tra quelle con un nucleo galattico attivo.

Il sistema WL20S in una combinazione di osservazioni di ALMA e Webb

Al 244° Meeting of the American Astronomical Society è stato presentato uno studio di quella che è risultata essere una coppia di stelle nel gruppo WL20, catalogata come WL20S. Gli autori di questo studio hanno combinato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA e con il telescopio spaziale James Webb per ottenere le informazioni necessarie a stabilire che in quel sistema ci sono due giovani stelle, e non una come pensavano gli astronomi, che si sono formate tra 2 e 4 milioni di anni fa. Entrambe le stelle sono circondate da dischi di materiali nei quali potrebbero esserci pianeti in formazione e getti paralleli di materiali emessi dalle due stelle.

Le galassie JADES-Gs-z14-0 e JADES-Gs-z14-1 viste dal telescopio spaziale James Webb, anche ingrandite nei riquadri

Un articolo in fase di peer-review e disponibile in anteprima sul server ArXiv riporta l’identificazione delle galassie primordiali JADES-GS-z14-0 e JADES-GS-z14-1, che potrebbero essere le più lontane scoperte finora. Un team di ricercatori che ne include alcuni italiani ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb all’interno del programma JWST Advanced Deep Extragalactic Survey (JADES) per individuare centinaia di candidate galassie che risalgono ai primi 650 milioni di anni di vita dell’universo. Se confermate le stime effettuate, vediamo JADES-GS-z14-0 com’era circa 290 milioni di anni dopo il Big Bang e quindi sarebbe la più antica conosciuta.

La Terra e concetti artistici che mostrano l'esopianeta Gliese 12 b in diverse possibili versioni che vanno dall'assenza di atmosfera a un'atmosfera molto densa come quella di Venere

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno su “The Astrophysical Journal Letters”, riportano conferme indipendenti della scoperta dell’esopianeta Gliese 12 b, che ha dimensioni molto vicine a quelle della Terra ma orbita attorno a una nana rossa che ha massa e dimensioni che sono attorno a un quarto di quelle del Sole. Due team di ricercatori hanno usato osservazioni condotte dal telescopio spaziale TESS della NASA e conferme ottenute con altri strumenti per verificare l’esistenza di Gliese 12 b. Le informazioni disponibili non rivelano se abbia un’atmosfera ma vari fattori lo rendono un buon candidato per ricerche mirate con il telescopio spaziale James Webb.