Telescopi

Rappresentazione artistica dei buchi neri supermassicci nella galassia 0402+379 (Immagine Josh Valenzuela/University of New Mexico)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta della prima coppia di buchi neri supermassicci che orbitano l’uno attorno all’altro al centro della galassia che li ospita, chiamata 0402+379. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio Very Long Baseline Array (VLBA) per individuare i due buchi neri a circa 750 milioni di anni luce dalla Terra. La loro massa combinata è di circa 15 miliardi di volte quella del Sole.

L'ammasso MACS J2129-0741 e la galassia MACS2129-1 (Immagine NASA, ESA, and S. Toft (University of Copenhagen), M. Postman (STScI), and the CLASH team)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive uno studio della galassia MACS 2129-1. Un team internazionale di ricercatori guidato da Sune Toft dell’Istituto Niels Bohr (NBI) dell’Università di Copenhagen, in Danimarca, ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble e il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per raccogliere informazioni su MACS 2129-1. Il risultato è che non si stanno formando nuove stelle e ciò è davvero sorprendente perché a causa la sua distanza noi la vediamo com’era in un periodo in cui l’universo era al massimo ritmo della produzione di stelle.

FIR 3 (HOPS 370) e FIR 4 (HOPS 108) (Immagine Credit: Osorio et al., NRAO/AUI/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca su un fenomeno di formazione stellare nela nube molecolare di Orione 2. Un team di astronomi guidato da Mayra Osorio dell’Astrophysical Institute of Andalucia (IAA-CSIC) in Spagna ha utilizzato il radiotelescopio VLA per trovare le prove che un getto di materiali espulso da una giovane stella potrebbe aver innescato la formazione di un’altra protostella più giovane.

I candidati esopianeti del nuovo catalogo (Immagine NASA/Ames Research Center/Wendy Stenzel)

In una conferenza stampa, la NASA ha presentato il nuovo catalogo di candidati esopianeti prodotto grazie alle osservazioni del suo telescopio spaziale Kepler. I candidati esopianeti sono in totale 4.034 dei quali 2.335 sono stati confermati come realmente esistenti. Ci sono 219 nuovi candidati dei quali 10 potrebbero avere dimensioni simili alla Terra e allo stesso tempo trovarsi nell’area abitabile del loro sistema solare.

Coppia di stelle in un nucleo ovale denso nella nube di Perseo (Immagine cortesia SCUBA-2 survey image by Sarah Sadavoy, CfA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive uno studio sulla diffusione di sistemi binari composti da stelle di piccola massa. Gli astronomi Sarah Sadavoy dello Smithsonian Astrophysical Observatory e Steven Stahler dell’Università di Berkeley hanno studiato stelle giovanissime nella nube molecolare della costellazione di Perseo concludendo che quel tipo di stelle nasce sempre in coppie, Sole compreso.