Telescopi

L'area di Cloud-9 (Immagine NASA, ESA. G. Anand (STScI), and A. Benitez-Llambay (Univ. of Milan-Bicocca); Image processing: J. DePasquale (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di quella che è stata soprannominata Cloud-9, che può essere definita una galassia fallita. Un team di astronomi ha usato osservazioni condotte con il radiotelescopio FAST per individuare quello che sembra un nuovo tipo di oggetto astronomico e successive osservazioni mirate con il telescopio spaziale Hubble, il Green Bank Telescope (GBT) e il Very Large Array (VLA) per confermare l’esistenza del primo oggetto di questo tipo identificato con ragionevole certezza.

Tecnicamente definita come reionization-limited H i cloud (RELHIC), Cloud-9 è una nube di gas senza stelle che dovrebbe essere composta di materia oscura riempita di gas idrostatico in equilibrio termico con il sottofondo cosmico ultravioletto. Cloud-9 aiuterà a mettere alla prova modelli cosmologici riguardanti la materia oscura.

Concetto artistico del sistema J1218/1219+1035 (Immagine NSF/AUI/NSF NRAO/P. Vosteen)

Un raro esempio di triplo nucleo galattico attivo in tre galassie in fase di fusione è stato scoperto grazie all’utilizzo di due radiotelescopi: il VLA e il VLBA. Il sistema triplo, distante circa 1,2 miliardi di anni luce dalla Terra, è catalogato come J1218/1219+1035. Questo studio mirato condotto da un team di ricercatori a varie frequenze radio ha permesso di identificare quello che è solo il terzo caso di triplo nucleo galattico attivo, il primo confermato grazie a osservazioni radio. Questa scoperta è utile a capire meglio certi processi di fusione galattica come quelli che hanno portato alla formazione della Via Lattea.

La mappa completa ottenuta grazie al telescopio spaziale SPHEREx della NASA, con le emissioni infrarosse generate soprattutto da polveri (in rosso) e gas caldi (in blu), gli ingredienti chiave nella formazione di nuove stelle e pianeti.

La NASA ha pubblicato la prima mappa cosmica generata usando le osservazioni condotte dal suo telescopio spaziale SPHEREx. Si tratta in particolare di osservazioni che includono 102 lunghezze d’onda nell’infrarosso vicino. Quelli che sono stati definiti dalla NASA come 102 colori offrono moltissime informazioni diverse sugli oggetti osservati, preziose in una serie di studi cosmologici. La ricchezza di informazioni è tale che alla NASA le trattano come se avessero ottenuto 102 mappe diverse.

Concetto artistico dell'esopianeta PSR J2322-2650b e della pulsar (Immagine NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati dello studio di un esopianeta gigante gassoso catalogato come PSR J2322-2650b che ha un’atmosfera totalmente fuori dal normale composta soprattutto da elio e carbonio. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con il telescopio spaziale James Webb per studiare l’atmosfera di questo esopianeta con una massa simile a quella di Giove distante dalla sua stella solo un centesimo della Terra dal Sole. La stella è una pulsar e ciò aggiunge un ulteriore elemento fuori dal normale a quel sistema. PSR J2322-2650b non può essere spiegato dagli attuali modelli di formazione planetaria.

La galassia NGC 3621 con la posizione della supernova SN 2024ggi nel cerchietto

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta la prima ricostruzione mai ottenuta della forma di una supernova di tipo II nelle sue fasi iniziali. Un team di ricercatori guidato dal professor Yi Yang dell’Università Tsinghua di Pechino, in Cina, ha utilizzato osservazioni condotte con il VLT dell’ESO in Cile per studiare la supernova catalogata come SN 2024ggi l’11 aprile 2024, il giorno dopo l’inizio dell’esplosione.