Telescopi

La galassia Hercules A

Una serie di dieci articoli in pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta i risultati dell’attività della rete LoFar con le sue 70.000 antenne con dettagli mai visti di varie galassie a frequenze radio. Un team di astronomi che include vari ricercatori dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e dell’Università di Bologna ha pubblicato questi risultati costituiti da immagini astronomiche ottenute sfruttando al meglio le capacità della rete LoFar. Ciò ha permesso di ottenere immagini venti volte più nitide delle precedenti generate da LoFar.

Gli spettri danzanti visti da ASKAP

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Publications of the Astronomical Society of Australia” riporta i primi risultati dell’indagine EMU (Evolutionary Map of the Universe), che ha permesso di scoprire parecchi oggetti e fenomeni. Uno di quei fenomeni è costituito da strane nubi di elettroni che circondano due galassie a circa un miliardo di anni luce dalla Terra. Quest’indagine è stata condotta utilizzando il radiotelescopio ASKAP e ha portato alla catalogazione di circa 220.000 sorgenti tra cui le nubi di elettroni che sono state paragonate a spettri danzanti per la loro curiosa forma.

Concetto artistico di giganti rosse (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center/Chris Smith (KBRwyle))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un totale di 158.505 giganti rosse pulsanti. Un team di ricercatori ha usato la mappa della maggior parte del cielo creata grazie al telescopio spaziale TESS della NASA e, sfruttando la qualità di quelle osservazioni, ha individuato una quantità senza precedenti di questo tipo di stelle. L’analisi della mappa è stata condotta usando un sistema di apprendimento automatico addestrato per rilevare le tracce delle oscillazioni negli spettri stellari delle giganti rosse. Si tratta di un risultato molto utile per gli studi di astrosismologia, una branca dell’astronomia che studia struttura e proprieta delle stelle analizzando le loro pulsazioni. Marc Hon dell’Università delle Hawaii ha presentato i risultati alla seconda TESS Science Conference, tenuta in modo virtuale nei giorni scorsi.

Concetto artistico dell'esopianeta L 98-59b e della sua stella (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sui pianeti che orbitano attorno alla stella nana rossa L 98-59. Un team di ricercatori che ne include molti dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato lo strumento ESPRESSO montato sul VLT dell’ESO in Cile per studiare le caratteristiche di tre esopianeti già conosciuti concludendo che il più interno ha una massa che è circa metà di quella di Venere. C’era qualche dubbio sulla natura del pianeta più esterno e questo studio suggerisce che si tratti di un pianeta roccioso che contiene una gran quantità di acqua. I ricercatori hanno trovato prove della presenza di un quarto pianeta e indizi che ce ne potrebbe essere un quinto.

Concetto artistico del Sole com'era 4 miliardi di anni fa (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Conceptual Image Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla stella Kappa 1 Ceti, molto simile al Sole per dimensioni e massa ma molto più giovane avendo un’età stimata tra 600 e 750 milioni di anni. Un team di ricercatori coordinato dal Goddard Space Flight Center della NASA ha predetto alcune caratteristiche di Kappa 1 Ceti difficili da misurare usando modelli informatici che si basano su dati raccolti da vari telescopi spaziali della NASA e dell’ESA. I risultati aiutano a capire come fosse il Sole quasi quattro miliardi di anni fa, quando poteva emettere superbrillamenti, per ricostruire l’influenza della sua attività sulla Terra primordiale e sulla vita primordiale.