Lander / Rover

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Alcune viste della roccia Cheyava Falls con i risultati spettroscopici (d) dell'esame do campioni dell'area

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta i risultati dell’analisi dei dati raccolti dal Mars Rover Perseverance della NASA sulla roccia soprannominata Cheyava Falls. Perseverance l’aveva trovata nel 2024 nella Neretva Vallis nel corso del suo viaggio nel cratere Jezero su Marte. Da subito quella roccia aveva suscitato grande interesse perché contiene firme chimiche e strutture che potrebbero essere state generate da antiche forme di vita marziane.

Un team di ricercatori ha confermato i risultati interessanti presentati l’anno scorso e ha concluso che si tratta di potenziali firme biologiche. Ciò significa che costituiscono indizi della possibile presenza di forme di vita marziane nel passato ma servono ulteriori studi per avere risposte certe. Infatti, la presenza di composti organici e minerali ferrosi come vivianite e greigite potrebbe essere dovuta anche a reazioni abiotiche.

Simulazione della traiettoria del del lander Hakuto-R Resilience

Era notte in Italia quando il lander Hakuto-R Resilience di ispace inc. ha tentato l’allunaggio. Per chi ha visto la conclusione della missione del primo lander Hakuto-R, quella di Resilience ha purtroppo offerto un senso di deja vu. Stavolta la trasmissione telemetrica si è interrota a meno di due minuti dall’allunaggio, quando la velocità era misurata a 187 km/h a un’altitudine di 52 metri. Si trattava della cosiddetta Fase 4, durante la quale Resilience doveva decelerare. La chiara impressione è che qualcosa sia andato storto e anche questa seconda missione si sia conclusa con uno schianto.

Immagine catturata dal lander Nova-C Athena di Intuitive Machines durante la manovra di discesa sulla Luna (Immagine cortesia Intuitive Machines / NASA)

Poco fa, il lander Nova-C Athena di Intuitive Machines ha tentato l’allunaggio nell’altopiano conosciuto come Mons Mouton. Si è trattato di una manovra autonoma che ha costituito il passo fondamentale della missione IM-2. Nei minuti successivi alla fine della manovra, segnali hanno cominciato ad arrivare al centro controllo missione con crescente chiarezza. Ciò ha permesso di cominciare a capire la situazione di Athena.

Rappresentazione grafica del Blue Ghost M1 sulla superficie lunare (Immagine cortesia NASA / Firefly Aerospace)

Poco fa il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace ha tentato l’allunaggio nel Mare Crisium. Si è trattato di una manovra autonoma che ha costituito il passo fondamentale di quella che viene indicata come Mission 1. Dopo il completamento della frenata e l’effettivo contatto con la superficie della Luna, Blue Ghost ha inviato segnali dai suoi sensori offrendo conferme del suo successo. Dopo poco più di mezz’ora ha cominciato a inviare immagini della superficie lunare.

Il lander lunare Nova-C Athena e il satellite Lunar Trailblazer al decollo su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine cortesia Intuitive Machines)

Poche ore fa il lander lunare Nova-C Athena è partito su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dal Kennedy Space Center nella missione IM-2 di Intuitive Machines. Dopo circa 48 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso sulla rotta che lo porterà verso la Luna, dove è previsto un tentativo di allunaggio il 6 marzo. Circa 3 minuti dopo, anche il piccolo satellite Lunar Trailblazer della NASA si è separato dal secondo stadio del razzo ma la sua rotta è molto diversa da quella di Athena perciò raggiungerà la Luna soltanto in giugno.