Lander / Rover

Il lander lunare Nova-C Athena e il satellite Lunar Trailblazer al decollo su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine cortesia Intuitive Machines)

Poche ore fa il lander lunare Nova-C Athena è partito su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dal Kennedy Space Center nella missione IM-2 di Intuitive Machines. Dopo circa 48 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso sulla rotta che lo porterà verso la Luna, dove è previsto un tentativo di allunaggio il 6 marzo. Circa 3 minuti dopo, anche il piccolo satellite Lunar Trailblazer della NASA si è separato dal secondo stadio del razzo ma la sua rotta è molto diversa da quella di Athena perciò raggiungerà la Luna soltanto in giugno.

I lander lunari Hakuto-R2 Resilience di ispace e Blue Ghost di Firefly Aerospace al decollo su un razzo Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poco fa i lander lunari Hakuto-R2 Resilience di ispace e Blue Ghost di Firefly Aerospace sono partiti su un razzo vettore Falcon 9 da Cape Canaveral. Dopo circa un’ora e 5 minuti Blue Ghost si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e circa 27 minuti dopo anche Resilience si è separato. I due lander viaggeranno su rotte molto diverse per tentare l’allunaggio a distanza di alcuni mesi l’uno dall’altro. Per ispace si tratta della seconda missione dopo che la prima non ha avuto successo il 25 aprile 2023.

Uno spaccato dell'interno di Marte sotto il lander InSight della NASA con lo strato superiore della crosta secco e la crosta media saturata d'acqua

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)” riporta i risultati di un’analisi dei dati sismici rilevati sul pianeta Marte dal lander InSight della NASA che conclude che la crosta media marziana potrebbe essere piena d’acqua liquida che satura uno strato di roccia ignea. Vashan Wright e Matthias Morzfeld della Scripps Institution of Oceanography e Michael Manga dell’Università di Berkeley hanno utilizzato modelli simili a quelli impiegati per mappare faglie acquifere e pozzi di petrolio per cercare di capire la composizione di strati profondi del sottosuolo marziano.

La miglior spiegazione ai dati raccolti dalla missione InSight è che tra 11,5 e 20 chilometri di profondità vi sia uno strato di roccia ignea saturata da acqua liquida. La profondità rende impossibile arrivarci ma se tutta la crosta media marziana fosse fatta così, ci sarebbe una quantità di acqua tale che sulla superficie formerebbe un oceano profondo tra uno e due chilometri.

La roccia Cheyava Falls trovata su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Il Mars Rover Perseverance della NASA ha scoperto una roccia che contiene firme chimiche e strutture che potrebbero essere state generate da antiche forme di vita marziane. La roccia soprannominata Cheyava Falls è stata trovata nella Neretva Vallis nel corso del viaggio di Perseverance nel cratere Jezero su Marte ed è stata esaminata con lo strumento SHERLOC (Scanning Habitable Environments with Raman & Luminescence for Organics & Chemicals). La roccia contiene composti organici tuttavia al momento non è possibile escludere che si siano formati tramite processi non biologici. Lo strumento PIXL (Planetary Instrument for X-ray Lithochemistry) ha rilevato ferro e fosfati in aloni neri presenti sulla roccia.

Le rocce che includono i cristalli gialli di zolfo puro nella Gediz Vallis su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Il Mars Rover Curiosity della NASA ha trovato una roccia marziana contenente cristalli di zolfo elementare, che significa che si tratta di zolfo puro. In passato nella stessa area, quella del canale della Gediz Vallis, aveva rilevato la presenza di zolfo in vari composti ma è la prima volta che viene rilevato in forma pura. Si tratta di un’anomalia al punto che la sua scoperta è stata paragonata a quella di un’oasi nel deserto. Un campo con pietre fatte di puro zolfo non dovrebbe esistere su Marte e gli scienziati che seguono l’esplorazione del Monte Sharp, al centro del Cratere Gale, da parte di Curiosity avranno altro lavoro per spiegarne la formazione.