Hot spot su Giove

Alla conferenza autunnale dell’American Geophysical Union, che quest’anno è stata virtuale, sono stati presentate nuove scoperte sul pianeta Giove fatte grazie al lavoro della sonda spaziale Juno della NASA. In particolare, sono state raccolte nuove informazioni riguardanti i cosiddetti hot spot, aree dell’atmosfera gioviana più dense e calde del previsto. Juno ha permesso di ottenere dati che suggeriscono che siano più vaste e profonde di quanto si pensasse. Un’altra novità su Giove è che il nuovo ciclone scoperto l’anno scorso al polo sud del pianeta si è dissolto.

Le bolle di eROSITA

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di una gigantesca struttura formata da gas caldo con una forma simile a quella di una clessidra i cui lobi si estendono dal centro della Via Lattea. Un team di ricercatori che ne include anche alcuni italiani e dell’Istituto nazionale di astrofisica ha utilizzato osservazioni condotte con eROSITA, uno degli strumenti del telescopio spaziale Spektr-RG, il quale ha individuato ai raggi X questa struttura molto simile alle cosiddette bolle di Fermi.

Il sistema di TOI-561

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul sistema planetario della stella TOI-561, che include una super-Terra e tre mini-Nettuno. Un team di ricercatori ha usato i dati rilevati dal telescopio spaziale TESS della NASA e da una successiva ricerca mirata con lo spettrografo HARPS-N montato sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) sull’isola di La Palma, alle Canarie, per distinguere le tracce dei pianeti e per misurarne alcune caratteristiche.

Starship SN8 al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Era notte in Italia quando SpaceX ha condotto a Boca Chica, in Texas, il primo test di volo di un prototipo di Starship, quello identificato come SN8. Dotato di 3 motori Raptor, SN8 ha compiuto regolarmente il volo fino a un’altitudine di circa 12,5 chilometri per poi tentare un atterraggio controllato alla fine di una serie di manovre. Durante la salita è rimasto in posizione verticale mentre durante la discesa ha compiuto varie manovre che l’ha portato in posizione orizzontale fin quasi a terra, dove si è rigirato. Tuttavia, dopo 6 minuti e 42 secondi di volo, SN8 è atterrato troppo velocemente e di conseguenza è andato distrutto. Nonostante il finale, il test è stato per molti versi davvero positivo.