Asteroidi

Viste dell'asteroide 2021 PH27

È arrivato l’annuncio della scoperta dell’asteroide 2021 PH27, che ha il periodo orbitale più breve tra gli asteroidi conosciuti con circa 113 giorni terrestri. L’astronomo Scott S. Sheppard della Carnegie Institution of Science l’ha individuato nei dati raccolti dalla Dark Energy Camera (DECam), uno strumento progettato per ricerche cosmologiche che in varie occasioni si è rivelato utile anche per altre ricerche astronomiche. In questo caso, le immagini sono state catturate da Ian Dell’Antonio and Shenming Fu della Brown University il 13 agosto 2021. L’orbita di 2021 PH27 probabilmente non è stabile sul lungo periodo e studiare quest’asteroide aiuterà a capire i movimenti di oggetti con orbite vicine a quella del pianeta Mercurio.

La sonda spaziale OSIRIS-REx durante i preparativi (Foto NASA/Dimitri Gerondidakis)

La NASA ha confermato che la sua sonda spaziale OSIRIS-REx ha lasciato l’asteroide Bennu dopo oltre due anni di studio. Infatti, l’aveva raggiunto il 3 dicembre 2018. Oltre ai dati raccolti con i suoi strumenti, OSIRIS-REx riporterà sulla Terra un contenitore contenente i campioni di Bennu raccolti il 20 ottobre 2020. Il viaggio di ritorno sarà lungo perché l’arrivo è previsto per il 24 settembre 2023.

Concetto artistico di 'Oumuamua (Immagine cortesia William Hartmann)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” riportano altrettante parti di una ricerca sull’asteroide interstellare ‘Oumuamua proponendo la teoria che sia composto soprattutto di azoto solido e si tratti di un frammento di un esopianeta simile a Plutone. Il professor Steven Desch e il dottor Alan Jackson della Arizona State University hanno provato a valutare le caratteristiche di diversi tipi di ghiaccio per vedere quale si adattasse meglio alle caratteristiche osservate in ‘Oumuamua. La loro conclusione è che il ghiaccio d’azoto spiegherebbe il comportamento di questo asteroide interstellare. Secondo la loro ricostruzione, tra 400 e 500 milioni di anni fa, una collisione staccò un frammento da un pianeta simile a Plutone lanciandolo nello spazio interstellare.

La capsula con i campioni dell'asteroidi Ryugu trasportati dal personale dopo il recupero (Foto cortesia JAXA)

Nel corso della giornata di ieri la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 ha inviato sulla Terra la capsula contenente i campioni prelevati dall’asteroide Ryugu. La capsula è atterrata nella regione di Woomera, in Australia. Qualche ora dopo, il personale dell’agenzia spaziale JAXA ha confermato di aver recuperato la capsula e di aver cominciato i preparativi per il suo trasporto nel laboratorio in Giappone dove verrà aperta per cominciare gli esami dei contenuti.

La testa del meccanismo TAGSAM

La NASA ha annunciato che la prima ispezione visiva del sistema TAGSAM della sonda spaziale OSIRIS-REx che nella notte tra il 21 e il 22 ottobre ha catturato campioni del suolo dell’asteoride Bennu ha compiuto egregiamente il suo lavoro. In effetti, il problema sembra che il meccanismo ha catturato fin troppi materiali e, dopo che OSIRIS-REx si è allontanata da Bennu, essi hanno cominciato a fuoriuscire. Per questo motivo, il team che gestisce la missione ha deciso di saltare le varie operazioni che avrebbero permesso esami più significativi dei campioni per cercare di sigillarli nella Sample Return Capsule per riportarli sulla Terra.