Asteroidi

Sgretolamenti e fratture lineari in rocce sull'asteroide Bennu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta le prove di fratture termiche sull’asteroide Bennu causate dall’escursione termica tra giorno e notte. Un team di ricercatori guidato da Jamie Molaro del Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona, ha esaminato immagini della superficie di Bennu catturate dalla sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA trovando esempi di questo fenomeno chiamato tecnicamente termoclastismo. Si tratta della prima rilevazione di questo fenomeno su un oggetto privo di atmosfera e ciò offre nuove informazioni per capire l’evoluzione di Bennu e in generale degli asteroidi nel corso del tempo. Ciò comprende il progressivo sgretolamento delle rocce attraverso il particolare effetto del termoclastismo chiamato esfoliazione.

Schema dell'evoluzione di dimensioni e forma dell'asteroide interstellare 'Oumuamua

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sull’asteroide interstellare 1I/2017 U1 / ‘Oumuamua che offre una spiegazione alle sue strane proprietà. Il professor Gregory Laughlin dell’Università di Yale e il dottor Darryl Seligman dell’Università di Chicago hanno esaminato i dati raccolti nel corso delle varie osservazioni di ‘Oumuamua concludendo che potrebbe contenere una notevole percentuale di ghiaccio di idrogeno e potrebbe avere avuto origine nel cuore di una nube molecolare.

Possibile orbita di un asteroide centauro interstellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta prove dell’origine interstellare di alcuni asteroidi della famiglia dei centauri e di due oggetti transnettuniani. L’astronomo Fathi Namouni dell’Università della Costa Azzurra a Nizza, in Francia, e la collega Helena Morais dell’Università statale di San Paolo, in Brasile, hanno usato simulazioni al computer per ricostruire a ritroso le orbite di quegli asteroidi concludendo che probabilmente sono asteroidi interstellari catturati da un altro sistema che poteva essere molto più vicino quando il Sole e le stelle nate assieme a esso si erano appena formate.

Diagramma di posizione e distanza degli oggetti transnettuniani rilevati

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” presenta un catalogo di 316 oggetti transnettuniani rilevati dall’indagine Dark Energy Survey (DES) nel corso dei primi quattro anni di operazioni. Un team guidato da Pedro Bernardinelli ha analizzato i dati raccolti con un paziente lavoro di eliminazione degli oggetti fissi per poi concentrarsi su quelli transitori fino a ottenere l’identificazione di 245 oggetti già conosciuti e 139 che erano finora sconosciuti. Essi si trovano a distanze tra 30 e oltre 90 volte quella della Terra dal Sole. La loro rilevazione aiuterà a capire la loro origine e in generale la fascia di Kuiper, dove qualcuno pensa che possa esserci un altro pianeta.

Arrokoth (Immagine NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute/Roman Tkachenko)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “Science” riportano vari aspetti di una ricerca sulle origini e sulle caratteristiche di Arrokoth, l’oggetto della fascia di Kuiper classificato come 2014 MU69 e per qualche tempo conosciuto con il nomignolo Ultima Thule. Diversi team di ricercatori con vari membri in comune hanno usato dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA per studiarlo sotto vari punti di vista. Una delle conclusioni riguarda la sua origine, che sarebbe avvenuta in seguito al collasso di una nube di particelle solide nella nebulosa solare primordiale e non in seguito al processo conosciuto come accrescimento gerarchico, un processo caratterizzato da collisioni tra planetesimi a velecità elevate.