Buchi neri

Concetto artistico di venti attorno a un buco nero che ruba materiali a una compagna (Immagine cortesia NASA/Swift/A. Simonnet, Sonoma State University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive lo studio di 12 sistemi binari con emissioni di raggi X e la presenza di un buco nero. Un team di ricercatori ha trovato le prove della presenza continua di forti venti che circondano i buchi neri studiati nel corso della durata di emissioni molto intense. Questa ricerca offre nuove informazioni sul modo in cui la massa si trasferisce verso i buchi neri e sull’influenza che i buchi neri hanno sull’ambiente che li circonda.

Le galassie SDSS J1354+1327 e SDSS J1354+1328 (Immagine NASA , ESA, and J. Comerford (University of Colorado-Boulder))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’osservazione di due eventi consistenti in un buco nero supermassiccio che ha ingoiato grandi quantità di gas per poi emetterne una parte sotto forma di getti ad altissima energia. Un team di astronomi guidati da Julie Comerford dell’Università del Colorado a Boulder ha usato osservazioni compiute con vari telescopi per catturare quest’attività ripetuta al centro di una galassia conosciuta come SDSS J1354+1327 o semplicemente J1354.

La galassia UGC 6093 (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Una fotografia della galassia UGC 6093 scattata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra alcune delle sue interessanti caratteristiche. Si tratta di una galassia a spirale barrata, ha un nucleo galattico attivo alimentato da un buco nero supermassiccio al suo centro e agisce come un megamaser, cioè un maser astronomico che emette microonde con un’intensità circa cento milioni di volte maggiore di quella dei maser astronomici trovati in galassie come la Via Lattea.

Centaurus A

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’influenza dei buchi neri supermassicci sulla formazione stellare nelle grandi galassie. Un team di ricercatori ha analizzato quel meccanismo di feedback concludendo che c’è una correlazione tra la massa di quei buchi neri e l’effetto di inibizione della formazione di nuove stelle.

Scenari possibili dopo la kilonova (Immagine NRAO/AUI/NSF: D. Berry)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle conseguenze della fusione tra due stelle di neutroni osservata sia nell’emissione di onde elettromagnetiche che di onde gravitazionali. Un team di ricercatori guidato da Kunal Mooley del National Radio Astronomy Observatory (NRAO) statunitense ha usato il Very Large Array (VLA) assieme all’Australia Telescope Compact Array e al Giant Metrewave Radio Telescope in India per tre mesi a partire dall’inizio di settembre per rilevare le onde radio emesse dall’evento all’origine delle onde gravitazionali registrate il 17 agosto 2017 nell’evento chiamato GW170817.