Cosmologia

LSQ14fmg (Immagine cortesia Hsiao et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla supernova di tipo Ia catalogata come LSQ14fmg, che è diventata luminosa con una notevole lentezza ma a un certo punto è diventata una delle più brillanti nella sua classe. Un team di ricercatori guidati da Eric Hsiao della Florida State University ha usato osservazioni condotte con telescopi in Cile e Spagna per studiarne l’evoluzione. La conclusione è che la supernova stava esplodendo dento quella che era stata una stella del ramo asintotico delle giganti rosse ed è stata provocata dalla fusione del suo nucleo con una nana bianca che orbitava al suo interno.

Concetto artistico di nana nera (Immagine Baperookamo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta una ricerca sulla possibilità che in un futuro lontanissimo, stimato in 10^1100 anni, anche le nane nere possano esplodere in supernove. Matt Caplan dell’Università dell’Illinois ha studiato i modelli di evoluzione delle nane bianche, che continueranno a raffreddarsi mentre le reazioni picnonucleari, che avvengono a basse temperature ma ad elevatissima densità, genereranno ferro-56. In tempi abbastanza lunghi, anche le particelle elementari cominceranno a decadere e ciò causerà l’esplosione delle nane nere più massicce, con masse tra 1,2 e 1,4 volte quella del Sole. Potrebbe essere l’ultimo evento naturale di rilievo nell’universo.

La galassia NGC 4414 (Immagine Università dell'Oregon)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta un calcolo della velocità di espansione dell’universo basato sulla cosiddetta relazione di Tully-Fisher, una relazione empirica tra la luminosità intrinseca di una galassia a spirale e la sua larghezza di velocità. Il Professor James Schombert, Stacy McGaugh e Federico Lelli hanno usato le distanze accurate di 50 galassie come guida per misurare le distanze di altre 95 galassie per poi usare quelle misurazioni per ottenere una misura della cosiddetta Costante di Hubble che ha un picco di probabilità a 75,1 chilometri al secondo per megaparsec. Si tratta di una misura ben diversa da quelle ottenute con altri metodi e, come conseguenza, indica che l’universo ha circa 12,6 miliardi di anni contro i 13,8 circa ottenuti da altre ricerche.

Concetto artistico di lampo gamma (Immagine cortesia Superbossa.com / Alice Donini)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” riporta una misurazione della costanza della velocità della luce nel vuoto a energie diverse grazie a osservazioni del lampo gamma catalogato come GRB 190114C, il più potente mai osservato. Gli scienzati della Collaborazione MAGIC, che include Istituto nazionale di astrofisica (INAF), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e numerose università italiane, hanno usato i dati raccolti dai due telescopi MAGIC alle Canarie per indagare in particolare un fenomeno chiamato violazione dell’invarianza di Lorentz finendo per ottenere l’ennesima conferma della teoria della relatività generale di Albert Einstein.

Concetto del fronte d'urto nel sistema di Eta Carinae (Immagine cortesia DESY, Science Communication Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta la rilevazione di emissioni di raggi gamma a energie estremamente elevate provenienti dal sistema di Eta Carinae. Un team di ricercatori coordinati dal centro nazionale tedesco di ricerca sulla fisica nucleare DESY ha usato il sistema di telescopi HESS per rilevare quei raggi gamma e dimostrare che sono stati generati dalla collisione di venti stellari provenienti dalle due stelle giganti blu che formano questo sistema binario. Sono stati proposti vari modelli e uno studio pubblicato in un secondo articolo su “Astronomy & Astrophysics” offre alcune valutazioni dettate da una rianalisi di dati rilevati nel corso del tempo da vari strumenti.