Cosmologia

I residui dell'evento GW170817 nel quadratino (Immagine cortesia Wen-fai Fong/Northwestern University)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati della ricerca degli ultimi residui della fusione tra due stelle di neutroni individuata ormai due anni fa e catalogata come GW170817. Essa ha fatto storia perché si tratta del primo evento di quel tipo identificato ed è stato osservato sia alle onde gravitazionali che alle onde elettromagnetiche. Un team di ricercatori guidato da Wen-fai Fong della Northwestern University ha usato il telescopio spaziale Hubble per rilevare le radiazioni residue ormai molto fioche dopo mesi di forti emissioni.

Un lampo gamma del 2016 potrebbe essere stato originato da una fusione di stelle di neutroni

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sul lampo gamma di breve durata catalogato come GRB160821B in cui viene mostrato che le sue caratteristiche corrispondono a quelle della fusione di stelle di neutroni osservate sia alle onde elettromagnetiche che alle onde gravitazionali il 17 agosto 2017. Un team di ricercatori guidati da Eleonora Troja dell’Università del Maryland che include anche alcuni ricercatori associati all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha usato dati raccolti da vari telescopi per confrontare i due eventi e quello del 2016 è stato osservato fin dalle prime ore fornendo nuove informazioni sulla fase iniziale di quella che viene chiamata kilonova.

SN 2016iet è una probabile supernova a instabilità di coppia

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio sulla supernova SN 2016iet. Un team di ricercatori ha usato una serie di telescopi per raccogliere dati su di essa. Quasi tre anni di studio hanno seguito il suo primo avvistamento, avvenuto il 14 novembre 2016, portando a stimare che la stella progenitore avesse una massa circa 200 volte quella del Sole che è esplosa in quella che sembra il primo caso con forti indizi di supernova a instabilità di coppia, che si conclude con la totale distruzione della stella.

La Luna brilla nei raggi gamma

Un’analisi della luminosità ai raggi gamma della Luna compiuta da Mario Nicola Mazziotta e Francesco Loparco dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bari usando lo strumento Large Area Telescope (LAT) del telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA ha rivelato che a certe lunghezza d’onda elettromagnetiche la Luna è più luminosa del Sole. Si tratta del risultato dell’interazione della Luna con i raggi cosmici perciò le osservazioni di quei raggi gamma offrono nuove informazioni su eventi cosmici molto energetici ma anche sull’ambiente lunare, il cui studio è diventato più importante in seguito ai nuovi progetti di missioni lunari con astronauti.

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” riporta la scoperta di otto lampi radio veloci ripetitivi. La collaborazione CHIME/FRB, il team di scienziati che usa il radiotelescopio CHIME proprio per cercare questi fenomeni, ha raccolto le prove di questi nuovi lampi radio veloci dopo che mesi fa aveva annunciato la scoperta del secondo evento ripetitivo. Ciò suggerisce che questi fenomeni non siano così rari rispetto a quelli non ripetitivi ma che solo recentemente abbiamo trovato il modo di rilevarli.