ESA

La Nebulosa Laguna alle frequenze visibili (Immagine NASA, ESA, and STScI)

Il 24 aprile 1990 il telescopio spaziale Hubble venne lanciato sullo Space Shuttle Discovery e messo in orbita il giorno dopo. Per celebrare il 28° anniversario di quell’evento che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’astronomia sono state pubblicate nuove fotografie mozzafiato della Nebulosa Laguna.

Distante circa 4.000 anni luce dalla Terra, la Nebulosa Laguna venne catalogata per la prima volta dall’astronomo Giovanni Battista Hodierna e successivamente inserita in altri cataloghi, tanto che è conosciuta con varie denominazioni tra cui Messier 8 o M8, NGC 6523, Sharpless 25, RCW 146 e Gum 72. In condizioni ottimali è visibile anche a occhio nudo perciò è oggetto di osservazioni anche da parte di astronomi dilettanti.

Ismenia Patera (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove immagini di un cratere chiamato Ismenia Patera sul pianeta Marte catturate dalla sonda spaziale Mars Express. Il pianeta rosso è pieno di crateri ma questo è unico perché generalmente quelle formazioni sono il risultato dell’impatto di un meteorite mentre quello di Ismenia Patera potrebbe essere ciò che rimane di un supervulcano attivo quando Marte era molto giovane. Un’attività vulcanica molto violenta potrebbe aver causato la distruzione di altre tracce di un supervulcano al tempo stesso creando la strana formazione un po’ irregolare che vediamo oggi.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il 6 agosto 2014 (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che offre nuovi indizi sulla formazione della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Un team guidato da Stephen Schwartz dell’Università della Costa Azzurra e dall’Università dell’Arizona ha condotto una serie di simulazioni al computer per studiare la formazione di comete come questa, formata da due lobi espandendo studi precedenti confermandoli e offrendo una spiegazione a certe sue caratteristiche.

Fratture nelle Sirenum Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini catturate dalla sua sonda spaziale Mars Express che mostrano l’area di Marte chiamata Sirenum Fossae. La macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) ha permesso di scattare fotografie di un’area il cui aspetto è stato determinato da un’antica attività vulcanica con la conseguenza che si è formato un sistema di fosse tettoniche chiamate in gergo graben che si estendono per migliaia di chilometri sulla superficie del pianeta rosso.