ESA

L'onda cosmica in rosso e blu, con le stelle sopra il disco galattico in rosso e quelle sotto il disco in blu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta i risultati di uno studio che offre prove che una sorta di onda cosmica gigante attraversa la Via Lattea propagandosi dal centro verso l’esterno del disco galattico rendendola grinzosa. Una team di ricercatori guidato da Eloisa Poggio dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per mappare i moti di migliaia di giovani stelle giganti e Cefeidi nelle grinze ricostruendo l’onda che le genera. La causa potrebbe essere nelle conseguenze di un’antica collisione con una galassia nana ma serviranno altri studi mirati per valutare questa e altre possibili spiegazioni.

La navicella spaziale Crew Dragon Grace dopo l'ammaraggio

Poco fa la navicella spaziale Crew Dragon Grace di SpaceX ha concluso la sua missione Ax-4 ammarando senza problemi. A bordo c’erano Shubhanshu Shukla, Peggy Whitson, Sławosz Uznański-Wiśniewski e Tibor Kapu, che hanno terminato questa missione spaziale completamente privata nell’Oceano Atlantico dopo aver lasciato la Stazione Spaziale Internazionale poco più di 22 ore prima. Poco dopo l’ammaraggio, la nave di SpaceX è andata a recuperare la Grace e il suo equipaggio per trasportarli fino alla costa.

Arcadia Planitia su Marte

L’ESA ha pubblicato una foto della regione di Arcadia Planitia su Marte catturata dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sua sonda spaziale Mars Express. Si tratta di una regione interessante dal punto di vista geologico perché è a nordovest dai grandi vulcani di Tharsis, i più grandi dell’intero sistema solare, e le tracce di antiche colate di lava sono ancora visibili. Potrebbe risultare importante per l’esplorazione del pianeta rosso se arrivassero conferme della presenza di acqua ghiacciata proprio sotto la superficie.

Il Sole osservato a otto diverse lunghezze d'onda dalla sonda spaziale Solar Orbiter dell'ESA

L’ESA ha diffuso le prime informazioni, che includono le prime immagini, del Polo Sud del Sole, catturate tra il 16 e il 17 marzo 2025 dalla sonda spaziale Solar Orbiter, una missione gestita in collaborazione con la NASA e con la partecipazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Tre degli strumenti scientifici a bordo hanno permesso di osservare quell’area in diverse bande elettromagnetiche: Polarimetric and Helioseismic Imager (PHI), Extreme Ultraviolet Imager (EUI) e Spectral Imaging of the Coronal Environment (SPICE). I poli solari non sono visibili dalla Terra e Solar Orbiter li sta osservando come mai è stato possibile in precedenza. Le prime osservazioni hanno già mostrato qualche sorpresa.

Il satellite Biomass decolla su un razzo vettore Vega-C (Immagine cortesia Arianespace)

Poco fa il satellite Biomass è partito su un razzo vettore Vega-C dalla base di Kourou, nella Guiana Francese. Dopo circa 58 minuti si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immesso sulla rotta che lo porterà fino alla sua orbita eliosincrona a un’altitudine di 666 chilometri, da dove studierà la biomassa delle foreste di tutto il mondo. Si tratta di un lavoro che aiuterà a comprendere meglio il ciclo globale del carbonio e gli ecosistemi delle foreste.