Galassie

L'anello di Einstein attorno alla galassia NGC 6505 (Immagine ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre, G. Anselmi, T. Li / CC BY-SA 3.0 IGO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta l’individuazione di un cosiddetto anello di Einstein praticamente perfetto attorno alla galassia NGC 6505. Un team di ricercatori guidato da Conor O’Riordan del Max Planck Institute for Astrophysics di Monaco di Baviera, in Germania, che include parecchi membri associati a istituzioni italiane ha esaminato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Euclid per studiare l’immagine di una galassia molto più lontana distorta dalla lente gravitazionale creata da NGC 6505. Quest’effetto permette di studiare anche NGC 6505 perché è la sua massa a creare quella lente gravitazionale perciò i suoi effetti permettono di analizzarla.

La galassia LEDA 131342

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio della galassia LEDA 131342 che ha identificato ben nove anelli concentrici composti di stelle che la fanno sembrare una sorta di bersaglio cosmico. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble e l’Osservatorio Keck alle Hawaii per individuare questi anelli che formano una configurazione davvero straordinaria pensando che finora erano conosciute galassie con soli due o tre anelli. La causa di questa conformazione unica è una galassia nana che secondo i calcoli circa 50 milioni di anni fa ha attraversato LEDA 131342 stravolgendone la forma originale.

Gli ammassi galattici del Perseo e del Centauro

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta i risultati di uno studio su sette ammassi galattici che contengono diversi buchi neri supermassicci che offre prove che le esplosioni di energia generate a questi buchi neri aiutano a raffreddare il gas di cui si nutrono. Un team di ricercatori ha utilizzato osservazioni condotte con vari strumenti per esaminare sette ammassi galattici. Esplosioni sotto forma di getti dai buchi neri supermassicci in quegli ammassi fanno raffreddare il gas formando sottili filamenti. Parte di quel gas finirà per tornare verso quei buchi neri innescando altre esplosioni in un meccanismo in cui i buchi neri “cucinano” i loro stessi pasti.

La galassia di Andromeda

Una nuova immagine della galassia di Andromeda è stata creata combinando immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble da circa 600 campi visivi separati. Ci sono voluti due programmi di osservazione portati avanti in un totale di oltre dieci anni e mille orbite di Hubble per ottenere questo risultato. Il nuovo mosaico include oltre duecento milioni di singole stelle nella galassia di Andromeda, una minoranza composta da quelle più massicce e luminose del Sole. Le osservazioni di Hubble offrono molte informazioni su queste stelle che aiutano a capire meglio la storia di Andromeda.

Concetto artistico del più lontano blazar conosciuto (Immagine U.S. National Science Foundation/NSF National Radio Astronomy Observatory, B. Saxton)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”, riportano diversi aspetti di uno studio del blazar catalogato come VLASS J041009.05−013919.88, o semplicemente J0410−0139, il più distante trovato finora. Due team di ricercatori dei quali uno include l’associata INAF Silvia Belladitta e l’altro include Roberto Decarli dell’INAF di Bologna hanno usato diversi telescopi spaziali e al suolo e alcuni radiotelescopi per ottenere rilevazioni in varie bande elettromagnetiche.