Galassie

Diagramma della traiettoria della Nube di Smith (Immagine NASA/ESA/A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla cosiddetta “Nube di Smith” (in inglese “Smith Cloud” o “Smith’s Cloud”). Si tratta di una gigantesca nube di idrogeno che al momento è all’esterno della Via Lattea ma si sta dirigendo verso la nostra galassia a circa 1.100.000 km/h. Osservazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble suggeriscono che sia stata espulsa dalla Via Lattea circa 70 milioni di anni fa e ora vi stia ritornando.

La galassia nana IC 1613 fotografata dalla macchina fotografica OmegaCAM del VST (Immagine ESO)

La macchina fotografica OmegaCAM montata sul VST (VLT Survey Telescope) dell’ESO è stata utilizzata per scattare una fotografia della galassia nana IC 1613. Essa ha la particolarità di essere davvero pulita, nel senso che contiene pochissima polvere mentre la maggior parte delle galassie contiene nubi di polveri o ne è addirittura piena. Il bassissimo contenuto di polvere di IC 1613 permette agli astronomi di osservare il suo interno ed è quindi un eccellente obiettivo per gli studi astronomici e astrofisici.

L'ammasso galattico Abell 1689 (Immagine NASA/ESA/JPL-Caltech/Yale/CNRS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” offre indizi sul legame tra la struttura interna di un ammasso galattico e l’ambiente di materia oscura che lo circonda. Lo studio della materia oscura è complesso perché può essere fatto solo indirettamente dato che al momento non siamo in grado di rilevarla direttamente. Finora gli scienziati hanno ritenuto che maggiore fosse la massa di un ammasso maggiore la quantità di materia oscura nel suo ambiente. Questa nuova ricerca suggerisce che le cose siano più complicate.

Rappresentazione artistica della galassia quasar W2246-0526 (Image NRAO/AUI/NSF; Dana Berry / SkyWorks; ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Il radiotelescopio ALMA ha permesso di studiare gli straordinari eventi in atto nella galassia W2246-0526, la più luminosa che conosciamo. Si tratta di un quasar perché il suo nucleo è alimentato da un buco nero supermassiccio che ha una notevole attività che genera enormi getti di radiazioni e particelle estremamente cariche. Questa in particolare fa parte di una categoria di quasar particolare perché è piena di polvere che assorbe molte radiazioni. Tuttavia, la conseguenza di quest’attività turbolenta è che sta espellendo il gas.

La galassia NGC 4845 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA and S. Smartt (Queen's University Belfast))

Il telescopio spaziale Hubble ha scattato una fotografia della galassia NGC 4845. Al suo centro, essa contiene un buco nero supermassiccio, un fatto oggi ritenuto normale ma che può essere rilevato solo in maniera indiretta, tramite gli effetti gravitazionali sulle stelle vicine al nucleo galattico. Durante le osservazioni, ha manifestato un notevole appetito visto che nel 2013 ha inghiottito in poco tempo una massa molte volte superiore a quella del pianeta Giove.