Pianeti

Concetto artistico dell'esopianeta Kepler-1708 b e della sua luna (Immagine cortesia Helena Valenzuela Widerström)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di una candidata esoluna che è stata catalogata come Kepler-1708 b-i. Un team di ricercatori guidato da David Kipping della Columbia University ha analizzato dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA con lo specifico scopo di cercare possibili lune attorno agli esopianeti scoperti grazie a Kepler. Il gigante gassoso Kepler-1708 b, delle dimensioni di Giove, ha un segnale che indica la possibile presenza di una luna che sarebbe un po’ più piccola del pianeta Nettuno.

Il polo nord di Giove con otto cicloni che circondano un ciclone centrale

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Physics” descrive similitudini tra i cicloni presenti ai poli del pianeta Giove e i vortici esistenti negli oceani terrestri. Un team di ricercatori che ne include alcuni dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha usato immagini catturate dalla sonda spaziale Juno della NASA dei cicloni gioviani per studiarli, confrontarli con analoghi fenomeni oceanici e descriverli applicando la fluidodinamica geofisica. La conclusione è che anche i cicloni gioviani sono prodotti e continuano la loro esistenza grazie a fenomeni di convezione che portano masse di gas caldo a salire verso l’alto per poi raffreddarsi e scendere nuovamente negli strati più profondi dell’atmosfera gioviana.

Le Valles Marineris (Immagine ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum), CC BY-SA 3.0 IGO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” riporta l’individuazione di tracce di acqua nel sottosuolo delle Valles Marineris, il più grande sistema di canyon sul pianeta Marte. Un team di ricercatori ha usato i dati raccolti dallo strumento FREND della sonda spaziale TGO del programma ExoMars di ESA e Roscosmos per mappare l’idrogeno, generalmente legato all’ossigeno in molecole d’acqua, nello strato superficiale del terreno. L’area caratterizzata dalla presenza d’acqua ha dimensioni vicine a quelle dell’Olanda e parte di essa è situata nelle valli di Candor Chasma, nella parte settentrionale delle Valles Marineris. Ciò segna la scoperta di acqua nelle regioni equatoriali di Marte, dove si riteneva che le temperature non fossero abbastanza basse da impedire la sublimazione dell’acqua così vicina alla superficie.

Il sistema BD+60 1417AB

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta di un oggetto che orbita attorno a BD+60 1417, una giovane stella un po’ più piccola del Sole, il quale potrebbe essere un pianeta gigante gassoso ma anche una piccola nana bruna. L’astrofilo Jörg Schümann ha individuato un oggetto in movimento esaminando immagini nel programma “Backyard Worlds: Planet 9” a cui chiunque può partecipare. Un team guidato da Jackie Faherty dell’American Museum of Natural History ha usato vari telescopi per confermare l’esistenza dell’oggetto, catalogato come CWISER J124332.12+600126.2 o semplicemente W1243. La sua massa è stata stimata tra 10 e 20 volte quella del pianeta Giove, attorno al confine tra pianeta a nana bruna, stimato attorno a 13 masse gioviane. L’oggetto era sfuggito a precedenti ricerche probabilmente perché la sua distana dalla sua stella è circa 1660 volte quella della Terra dal Sole.

Il sistema binario b Centauri visto da SPHERE

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un pianeta nel sistema binario b Centauri, il più massiccio nel quale sia stato scoperto un pianeta. Un team di ricercatori ha usato il VLT dell’ESO in Cile per individuare l’esopianeta catalogato come b Centauri (AB)b o semplicemente b Centauri b fotografandolo con lo strumento SPHERE. Si tratta di un pianeta da record anche perché ha una massa stimata in circa dieci volte quella di Giove, rendendolo uno dei più massicci conosciuti, con un’orbita che è circa cento volte più lontana dalle due stelle della distanza di Giove dal Sole. Secondo i ricercatori, è probabile che b Centauri b si sia formato in un’altra area del sistema per poi spostarsi a causa di interazioni gravitazionali.