Pianeti

Il sistema PDS 70 visto da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta le prime stime dell’accrescimento di un giovane esopianeta gigante gassoso. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble dell’esopianeta PDS 70b sfruttando la sua sensibilità agli ultravioletti emessi da gas caldissimo che viene inghiottito dal giovane gigante. Questo studio apre le porte a nuove possibilità di stimare la crescita di pianeti giganti gassosi.

Concetto artistico di Proxima Centauri durante un superbrillamento (Immagine NRAO/S. Dagnello)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta un’analisi di un superbrillamento della stella Proxima Centauri osservato nel 2019 in varie bande dello spettro elettromagnetico. Un team di ricercatori guidato da Meredith MacGregor della University of Colorado a Boulder ha usato vari telescopi spaziali e al suolo per osservare in modo esauriente un brillamento cento volte più potente di quelli solari sulla stella più vicina al Sole. Si tratta del brillamento più potente mai osservato su Proxima Centauri e uno dei più potenti osservati in tutta la Via Lattea.

L'ombra dell'elicottero Ingenuity (Foto NASA/JPL-Caltech)

Nel corso della giornata di ieri, l’elicottero Ingenuity ha condotto il suo primo volo sul pianeta Marte. La durata è stata di soli 40 secondi e ha raggiunto un’altitudine di poco più di 3 metri ma era importante far sollevare dal suolo questo drone costruito per testare le tecnologie necessarie a far volare un veicolo nell’atmosfera marziana, che è molto tenue. Il volo è stato autonomo, programmato in precedenza e iniziato da un comando lanciato dalla Terra. Le immagini, assieme ai dati telemetrici, sono state trasmesse al centro controllo della missione del Mars Rover Perseverance.

Distribuzione di gas molecolare attorno ad alcune protostelle nella Nube molecolare di Perseo

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle molecole organiche rilevate in 50 regioni di formazione di dischi protoplanetari nella Nube molecolare di Perseo. Un team di ricercatori coordinati dal RIKEN Cluster for Pioneering Research ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le varie molecole presenti in quella nube molecolare scoprendo che la distribuzione di molecole organiche complesse varia molto nelle diverse aree. La composizione è risultata simile in dischi protoplanetari giovani.

Tempesta di sabbia su Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research: Planets” e uno pubblicato sulla rivista “Icarus” riportano due ricerche che offrono nuove informazioni sui processi di perdita dell’acqua sul pianeta Marte. Due team di ricercatori guidati rispettivamente da Anna Fedorova dell’Accademia russa delle scienze e da Jean-Yves Chaufray del Laboratoire Atmospheres Observations Spatiales francese hanno usato principalmente osservazioni condotte con lo strumento SPICAM della sonda spaziale Mars Express dell’ESA assieme a dati raccolti da altre sonde spaziali per studiare l’atmosfera marziana. La conclusione è che i cicli stagionali e le tempeste di sabbia sono le cause principali della dispersione dell’acqua nello spazio. Tuttavia, una parte dell’acqua di Marte può ancora essere presente nel sottosuolo oltre che nelle calotte polari.