Stelle

Il disco protoplanetario AS 209 (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/ D. Fedele et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive lo studio del disco protoplanetario AS 209. Un team di ricercatori guidato da Davide Fedele dell’INAF di Arcetri ha usato il radiotelescopio ALMA per osservare quel disco di gas e polvere attorno a una stella in fase di formazione che mostra un nucleo centrale e due grandi anelli con due ampi solchi. La loro conclusione è che c’è almeno un pianeta con una massa che potrebbe essere vicina a quella di Saturno che orbita a una notevole distanza dalla sua stella.

Il campo magnetico al centro della Via Lattea (Immagine E. Lopez-Rodriguez / NASA Ames / University of Texas at San Antonio)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la mappatura dettagliata del campo magnetico attorno a Sagittarius A*, noto anche semplicemente come Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di ricercatori ha usato la telecamera ad infrarossi CanariCam installata sul Gran Telescopio Canarias per ottenere i dati necessari a riprodurre le linee magnetiche di gas e polvere che orbitano attorno al centro della galassia. La struttura delle linee magnetiche dà al risultato uno stile che ricorda i dipinti di Vincent Van Gogh.

L'ipernova DES16C2nm nel cerchietto (Immagine M. Smith / DES Collaboration)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la conferma che la supernova DES16C2nm è la più lontana mai scoperta. Un team di astronomi guidati dall’Università di Southampton ha usato dati raccolti dall’indagine Dark Energy Survey (DES) e da vari telescopi per studiarla e classificarla come supernova superluminosa o ipernova, il tipo più brillante e raro di supernove. La distanza della stella esplosa è stata stimata in circa 10,5 miliardi di anni luce dalla Terra.

Foto a falsi colori di 2012 HZ84 e 2012 HE85 (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato alcune fotografie scattate dallo strumento LORRI della propria sonda spaziale New Horizons nel corso del dicembre 2017. Nel corso del suo viaggio che la porterà a un passaggio ravvicinato all’oggetto chiamato 2014 MU69, New Horizons ha scattato fotografie che hanno battuto il record che apparteneva alla Voyager 1 per le fotografie scattate più lontano dalla Terra catturando immagini dell’ammasso stellare aperto chiamato Pozzo dei Desideri e di due oggetti della Fascia di Kuiper chiamati 2012 HZ84 e 2012 HE85.

Concetto artistico dei pianeti di TRAPPIST-1 assieme alla Terra (immagine ESO/M. Kornmesser)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivita “Astronomy & Astrophysics” e uno sulla rivista “Nature Astronomy”, descrivono due ricerche sui pianeti rocciosi del sistema di TRAPPIST-1. Vari telescopi, sia spaziali che al suolo, hanno permesso di raccogliere altre informazioni su quei 7 esopianeti e migliorare le misurazioni delle loro caratteristiche. Un risultato importante è la stima della loro densità, la quale suggerisce che alcuni di essi siano composti fino 5% di acqua. Le rilevazioni spettroscopiche suggeriscono che almeno 3 di essi abbiano un’atmosfera compatta che potrebbe permettere di avere acqua liquida sulla loro superficie.