Stelle

L'onda cosmica in rosso e blu, con le stelle sopra il disco galattico in rosso e quelle sotto il disco in blu

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” riporta i risultati di uno studio che offre prove che una sorta di onda cosmica gigante attraversa la Via Lattea propagandosi dal centro verso l’esterno del disco galattico rendendola grinzosa. Una team di ricercatori guidato da Eloisa Poggio dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per mappare i moti di migliaia di giovani stelle giganti e Cefeidi nelle grinze ricostruendo l’onda che le genera. La causa potrebbe essere nelle conseguenze di un’antica collisione con una galassia nana ma serviranno altri studi mirati per valutare questa e altre possibili spiegazioni.

La pulsar Calvera e la regione di emissione diffusa oggetto di questo studio viste ai raggi X.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive un candidato resto di supernova che è stato associato alla pulsar soprannominata Calvera. Un team di ricercatori dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e dell’Università degli Studi di Palermo guidato da Emanuele Greco dell’INAF ha condotto osservazioni e analisi di una coppia decisamente fuori dal normale perché trovarla a circa 6.500 anni luce sopra il piano galattico della Via Lattea è stato sorprendente.

Una rappresentazione artistica del sistema UPM J1040−3551 AabBab

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” (MNRAS) riporta la scoperta di un raro sistema quadruplo gerarchico, che è stato catalogato come UPM J1040−3551 AabBab. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con la sonda spaziale Gaia dell’ESA e del telescopio spaziale WISE della NASA, seguite da rilevazioni e analisi spettroscopiche, per individuare questo quartetto formato da una coppia di nane rosse e una coppia di nane brune. Si tratta di un sistema relativamente giovane che può offrire nuove informazioni soprattutto sulle nane brune, oggetti a metà strada tra pianeti e stelle.

A sinistra il sistema di Alpha Centauri visto dal telescopio spaziale James Webb, al centro un particolare delle due stelle principali e a destra un ulteriore ingrandimento che indica il candidato esopianeta indicato come S1.

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio che ha portato alla possibile scoperta di un pianeta gigante gassoso orbitante attorno alla stella Alpha Centauri A. Vari astronomi hanno usato osservazioni condotte con lo strumento MIRI del telescopio spaziale James Webb per trovare una fonte luminosa le cui caratteristiche la rendono un candidato esopianeta. Le informazioni raccolte suggeriscono che si possa trattare di un pianeta gassoso con dimensioni simili a quelle di Giove anche se la massa potrebbe essere vicina a quella di Saturno. Se confermato, sarebbe l’esopianeta più vicino che orbita attorno a una stella simile al Sole nell’area abitabile del suo sistema.

La luce che si dissolve della supernova SN 2025kg, seguita dal transiente X veloce EP 250108a, vista dai telescopi Gemini Nord e Sud

Due articoli accettati per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riportano diversi aspetti dello studio della supernova SN 2025kg, la quale ha generato un cosiddetto transiente X veloce, un evento poco conosciuto che in questo caso è stato catalogato come EP 250108a. Ora quel tipo di evento è stato descritto come una sorta di versione soffocata alla nascita di un lampo gamma.

Due team di ricercatori con vari membri in comune, i quali includono membri dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), hanno usato dati raccolti da due strumenti del telescopio spaziale Einstein Probe e da altri strumenti per analizzare le emissioni di questa supernova. Ciò ha permesso di proporre una spiegazione ai transienti X veloci (in inglese Fast X-ray Transients, FXT) e le differenze rispetto ai lampi gamma.