Stelle

Il sistema di IRAS 15398-3359 alle lunghezze d'onda submillimetriche (Immagine cortesia Yuki Okoda, Graduate School of Science, The University of Tokyo. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive uno studio sull’evoluzione contemporanea di stelle e dischi protoplanetari basato sulla protostella di classe 0 catalogata come IRAS 15398-3359. Un team di astronomi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Tokyo guidato dalla professoressa Yoko Oya ha usato il radiotelescopio ALMA per questa ricerca scoprendo un disco denso di materiali attorno alla protostella che potrebbe essere un precursore di un sistema planetario. Questa scoperta potrebbe migliorare le nostre conoscenze della formazione dei sistemi solari.

Ammasso di formazione stellare con SMM4A e SMM4B nel riquadro (Immagine ESO/ALMA(ESO/NAOJ/NRAO)/Aso et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive l’osservazione della crescita di due protostelle di classe 0. Un team guidato dal dottor Yusuke Aso dell’Academia Sinica Institute of Astronomy and Astrophysics (ASIAA, Taiwan) ha usato il radiotelescopio ALMA per studiare i loro diversi stati evolutivi ottenendo una serie di dettagli sulle protostelle catalogate come SMM4A e SMM4B. Le protostelle di classe 0 hanno il loro picco di emissioni a lunghezze d’onda submillimetriche rendendo ALMA ideale per conoscere meglio la gestazione delle stelle.

Un'antichissima galassia con un forsennato ritmo di formazione stellare

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la mappatura di una galassia conosciuta come COSMOS-AzTEC-1 che ha mostrato caratteristiche peculiari. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare questa galassia di tipo starburst, una classe in cui c’è una notevole formazione stellare. COSMOS-AzTEC-1 è molto lontana perciò la vediamo com’era 12,4 mliardi di anni fa e molto massiccia e potrebbe essere la progenitrice delle odierne grandi galassie ellittiche perciò questo tipo di ricerca potrebbe fornire nuove informazioni sulla loro evoluzione.

NGC 3918 (Immagine ESA/Hubble and NASA)

Una nuova immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la nebulosa planetaria NGC 3918, soprannominata “Planetaria Blu”. La sua forma ricorda per certi versi quella di un occhio dai colori particolari e vederla è un evento fortunato perché non durerà molto in termini astronomici dato che questa fase terminerà nel giro di qualche decina di millenni.

Vista panoramica della Via Lattea (Immagine ESO/S. Brunier)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulla formazione stellare nella Via Lattea. Secondo Masafumi Noguchi della Tohoku University ci sono stati due periodi di formazione stellare separati da ben 2 miliardi di anni. In sostanza, la nostra galassia ebbe un primo periodo in cui era vitale per poi morire e dopo circa 2 miliardi di anni riprendere a formare stelle in una sorta di seconda vita. Secondo questa teoria, durante quel periodo di morte il gas presente nella Via Lattea si è arricchito di ferro, il motivo per cui stelle come il Sole ne hanno una quantità maggiore rispetto ad altre.