RSL nel cratere Tivat su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/UA/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca in cui un team di ricercatori sostiene che i segni di flussi di acqua liquida individuati su Marte sono in realtà costituiti da sabbia asciutta. La possibile esistenza di quelle che tecnicamente vengono chiamate RSL (recurring slope lineae), appunto strisce di sabbia bagnata da acqua liquida, era stata annunciata nel settembre 2015 dalla NASA. Nuovi studi dei dati raccolti dalla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA potrebbero invece mostrare una situazione diversa.

Rappresentazione artistica di 'Oumuamua (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive le osservazioni effettuate su ‘Oumuamua, com’è stato chiamato l’asteroide interstellare la cui scoperta è stata annunciata solo poche settimane fa. Era stato designato come A/2017 U1 ma dopo la creazione di una nuova classe di oggetti per gli asteroidi interstellari la designazione è stata modificata in 1I/2017 U1. Osservazioni effettuate con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO e altri telescopi hanno mostrato che probabilmente è denso, roccioso, di colore rossiccio e con una forma molto allungata.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta 55 Cancri e e della sua stella (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sull’esopianeta 55 Cancri e. Questa super-Terra è uno dei pianeti in altri sistemi solari maggiormente studiati ma le sue caratteristiche estreme e la natura spesso sperimentale degli studi effettuati hanno fornito risultati parziali e a volte contraddittori. Ora un’analisi di dati raccolti usando il telescopio spaziale Spitzer della NASA ha convinto un team di ricercatori che 55 Cancri e abbia un’atmosfera e che potrebbe avere una composizione simile a quella terrestre.

Il satellite JPSS-1 al decollo su un razzo Delta 2 (Immagine NASA TV)

Poco fa satellite JPSS-1 è stato lanciato su un razzo vettore Delta 2 nella configurazione 7920 dalla base di Vandenberg. Dopo quasi un’ora si è separato con successo dall’ultimo stadio del razzo ed è entrato in un’orbita eliosincrona, che significa che sorvolerà ogni area della superficie terrestre sempre alla stessa ora locale, a un’altitudine di circa 824 chilometri.

Plutone e la sua atmosfera (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sulle caligini presente nell’atmosfera del pianeta nano Plutone e sui loro effetti sulle sue temperature. Secondo un team guidato da Xi Zhang dell’Università della California a Santa Cruz quelle caligini assorbono il calore già tenue della luce solare ed emettono radiazioni infrarosse raffreddando l’atmosfera. Questa è la spiegazione al fatto che la sonda spaziale New Horizons della NASA ha misurato una temperatura perfino inferiore a quella prevista.