La sonda spaziale OSIRIS-REx durante i preparativi (Foto NASA/Dimitri Gerondidakis)

La NASA ha confermato che la sua sonda spaziale OSIRIS-REx ha lasciato l’asteroide Bennu dopo oltre due anni di studio. Infatti, l’aveva raggiunto il 3 dicembre 2018. Oltre ai dati raccolti con i suoi strumenti, OSIRIS-REx riporterà sulla Terra un contenitore contenente i campioni di Bennu raccolti il 20 ottobre 2020. Il viaggio di ritorno sarà lungo perché l’arrivo è previsto per il 24 settembre 2023.

Viste della supernova 2019yvr e della probabile stella progenitore

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” riporta uno studio sulla supernova di tipo Ib catalogata come 2019yvr e sulla stella progenitore, che è avvolta da strati di idrogeno che non ci si aspetta in quel tipo di supernova. Un team di ricercatori guidato da Charles Kilpatrick, postdoc alla Northwestern University, ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble poco più di due anni e mezzo prima della supernova per esaminare la stella progenitore, una supergigante gialla con caratteristiche ben diverse da quelle che generalmente generano una supernova di tipo Ib. Una possibilità riguardante l’idrogeno mancante nella supernova è che sia stato strappato a questa stella da una compagna.

La nube molecolare W49A vista a onde radio e infrarossi (Immagine DePree, et al.; Sophia Dagnello, NRAO/AUI/NSF; Spitzer/NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” riporta lo studio di una culla di stelle nella grande nube molecolare catalogata come W49A. Un team di astronomi guidato dal professor Christopher De Pree dell’Agnes Scott College ha confrontato nuove osservazioni condotte con il VLA (Very Large Array) agli infrarossi e alle onde radio dell’area centrale di W49A con osservazioni condotte con lo stesso radiotelescopio tra il 1994 e il 1995. Il risultato è l’individuazione di nuove attività con movimenti supersonici di gas in tre regioni e un getto ad alta velocità in una regione.

Il prototipo SN15 di Starship al decollo (Immagine cortesia SpaceX)

Era notte in Italia quando SpaceX ha condotto a Boca Chica, in Texas, il test di volo del prototipo di Starship identificato come SN15, il quinto dopo quello del 30 marzo 2021. Le nuvole e qualche problema con il segnale dalle telecamere di bordo hanno impedito di vedere le varie manovre compiute da SN15 ma la cosa importante è che sia riuscito ad atterrare con successo senza riportare danni che potessero causarne l’esplosione. Si sono viste fiamme alla base di SN15 ma sono state spente.

Il sistema PDS 70 visto da Hubble

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta le prime stime dell’accrescimento di un giovane esopianeta gigante gassoso. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con il telescopio spaziale Hubble dell’esopianeta PDS 70b sfruttando la sua sensibilità agli ultravioletti emessi da gas caldissimo che viene inghiottito dal giovane gigante. Questo studio apre le porte a nuove possibilità di stimare la crescita di pianeti giganti gassosi.