Sonde spaziali

Blog che parlano di sonde spaziali: lanci e operazioni.

Pendenza di un ghiacciaio in blu nella vista colorata (Immagine NASA/JPL-Caltech/UA/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di otto aree sul pianeta Marte in cui l’erosione del suolo ha rivelato la presenza di grandi ghiacciai. Un team di ricercatori ha localizzato e studiato le aree grazie alla macchina fotografica High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) della sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. Le scarpate generate dall’erosione offrono nuove informazioni sulla struttura stratificata di quei ghiacciai e di conseguenza della storia climatica del pianeta rosso.

Simulazione della vista in prospettiva del cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Al meeting annuale della American Geophysical Union, scienziati della NASA hanno presentato i risultati delle ultime ricerche sulle macchie bianche presenti sul pianeta nano Cerere. In particolare, l’attività rilevata nel corso del tempo, soprattutto dalla sonda spaziale Dawn della NASA con variazioni nella loro luminosità confermano la possibilità che su Cerere vi sia ancora un’attività geologica che sta modificando la superficie di questo pianeta nano.

Strati della Grande Macchia Rossa di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI)

Ieri al meeting annuale della American Geophysical Union sono state annunciate le nuove scoperte riguardanti la Grande Macchia Rossa di Giove e di una nuova zona di radiazione. I dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA durante un volo ravvicinato effettuato l’11 luglio 2017 hanno permesso di scoprire qualcosa di nuovo su quella tempesta più grande della Terra, ad esempio trovando una risposta a una delle domande fondamentali su di essa stabilendo che essa ha una profondità di circa 300 chilometri.

Fratture nelle Sirenum Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini catturate dalla sua sonda spaziale Mars Express che mostrano l’area di Marte chiamata Sirenum Fossae. La macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) ha permesso di scattare fotografie di un’area il cui aspetto è stato determinato da un’antica attività vulcanica con la conseguenza che si è formato un sistema di fosse tettoniche chiamate in gergo graben che si estendono per migliaia di chilometri sulla superficie del pianeta rosso.

RSL nel cratere Tivat su Marte (Immagine NASA/JPL-Caltech/UA/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Geoscience” descrive una ricerca in cui un team di ricercatori sostiene che i segni di flussi di acqua liquida individuati su Marte sono in realtà costituiti da sabbia asciutta. La possibile esistenza di quelle che tecnicamente vengono chiamate RSL (recurring slope lineae), appunto strisce di sabbia bagnata da acqua liquida, era stata annunciata nel settembre 2015 dalla NASA. Nuovi studi dei dati raccolti dalla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA potrebbero invece mostrare una situazione diversa.