Sonde spaziali

Blog che parlano di sonde spaziali: lanci e operazioni.

Le Cerberus Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato foto scattate dalla propria sonda spaziale Mars Express delle Cerberus Fossae, fratture che corrono quasi parallele per oltre 1.000 chilometri nella superficie vicino all’equatore del pianeta Marte. Fanno parte di un grande complesso vulcanico chiamato Elysium Planitia, dove le tracce suggeriscono che le colate laviche risalgano a qualche milione di anni fa, recenti in termini geologici rispetto al grosso dell’attività vulcanica. Anche le Cerberus Fossae si sono formate in tempi relativamente recenti, meno di 10 milioni di anni fa, probabilmente originate da faglie che estendono gli strati superiori della superficie.

Frane e valanghe potrebbero essere importanti per mantenere una cometa attiva per molto tempo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca concentrata sul legame che frane e valanghe hanno con l’attività a lungo termine della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Jordan K. Steckloff e Nalin H. Samarasinha del Planetary Science Institute hanno esaminato dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA nel corso della sua missione per concludere che quei fenomeni in atto sulla superficie della cometa, con la conseguente perdita di massa, sono una chiave per mantenerla attiva a lungo termine.

Saturno (Immagine ESA/Hubble, NASA, A. Simon (GSFC) and the OPAL Team, J. DePasquale (STScI), L. Lamy (Observatoire de Paris))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una serie di osservazioni agli ultravioletti condotte con il telescopio spaziale Hubble dell’aurora boreale del pianeta Saturno. Un team di ricercatori ha condotto una campagna di osservazioni nel corso di sette mesi prima e dopo il solstizio d’estate settentrionale per ottenere la massima visibilità possibile per l’aurora. La coordinazione con il Gran Finale della missione Cassini ha offerto nuove informazioni sulla magnetosfera di Saturno.

La sonda spaziale New Horizons ha fotografato il suo prossimo obiettivo Ultima Thule

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dalla sua sonda spaziale New Horizons in cui il suo strumento LORRI ha individuato Ultima Thule, l’oggetto, ma potrebbero esserci due oggetti e/o una luna, della fascia di Kuiper che rappresenta il suo prossimo obiettivo per un passaggio ravvicinato previsto per Capodanno 2019. Quando le 48 fotografie combinate nell’immagine sono state scattate, il 16 agosto 2018, New Horizons era ancora a circa 172 milioni di chilometri di distanza da Ultima Thule e riuscire a individuare l’obiettivo è positivo perché i responsabili della missione possono cominciare a valutare eventuali aggiustamenti alla rotta della sonda.

Distribuzione del ghiaccio d'acqua ai poli della Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive tre tracce specifiche della presenza di ghiaccio d’acqua sulla superficie della Luna. Un team guidato da Shuai Li dell’Università delle Hawaii e della Brown University ha utilizzato dati raccolti dallo spettrometro Moon Mineralogy Mapper della sonda spaziale Chandrayaan-1 per trovare le tracce di quel ghiaccio concentrato in crateri lunari al polo sud e sparso in un’area più ampia al polo nord.